Grotta Pavese, Sampierdarena (Genova). Studi, prove e indagini propedeutici al progetto di restauro

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: concluso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

La costruzione della Grotta, commissionata dal savonese Camillo Pavese in concomitanza del suo matrimonio con Maria Doria (1594), non solo suggella l’unione fra le due famiglie, attraverso la scelta dei soggetti rappresentati nelle composizioni polimateriche, ma anche rappresenta una ragionata ostentazione di prestigio sociale ed economico immediatamente percepibile dalla ricchezza e varietà dei materiali utilizzati.

Queste caratteristiche, che meritarono la definizione dell’architetto tedesco Joseph Fürttenbach di «grotta più nobile ed elegante che si possa vedere in tutta Italia», fanno di Grotta Pavese uno degli esempi più rappresentativi di questo tipo di attestazioni ampiamente diffuse tra il XVI e il XVII secolo nelle ville della nobiltà genovese collocate fuori le mura della città.

La costruzione, attualmente avulsa dal contesto paesaggistico antico, fu realizzata completamente fuori terra con mattoni pieni, inserita in una terrazza che delimitava il lato nord del giardino all’italiana della villa. La facciata con prospetto a tre fornici è decorata con cariatidi femminili, protomi leonine e femminili. Il vasto ambiente interno si sviluppa con un atrio d’ingresso tripartito da cui si accede ad un altro vano a pianta ottogonale, delimitato da pilastri e coperto da un’imponente cupola. Lo spazio è delimitato da una grande vasca anulare in cui scorre ancora l’acqua; aldilà di questa si aprono sei piccole nicchie, un tempo adornate da statue, alternate a nicchie di più ampie dimensioni che ospitavano sculture polimateriche di cui sono ancora visibili i resti.

Tutta la zona che si sviluppa intorno alla vasca è completamente rivestita con speleotemi di varie forme e dimensioni (stalattiti, stalagmiti ed altre concrezioni calcaree) applicati in grande quantità sulle pareti e sul soffitto in modo da simulare un ambiente cavernoso naturale che contrasta con la decorazione della parte centrale completamente rivestita da ricchi mosaici polimaterici.

La prematura scomparsa di Camillo Pavese, seguita dalla morte precoce del suo unico erede, condizionarono i destini della Grotta, probabilmente rimasta in uso solo per pochi decenni. Dalle cronache dei contemporanei risulta evidente l’interesse e lo stupore suscitato in ospiti e viaggiatori di alto rango. Fra i fatti legati a questo luogo è ben noto l’evento organizzato nel 1607 con “musica alla spiaggia e banchettini privati, ma lauti alla fontana Pavese, con l’intervento di belle ninfe” in occasione della permanenza a Genova di Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova.

Tecnica esecutiva

Grotta artificiale con rivestimento in mosaico polimaterico e concrezioni calcaree ad imitazione di grotte di origine naturale. Gli elementi costituenti il mosaico sono allettati su strati di malta di consistenza e colore variabile. Gli speleotemi della parte rustica sono fissati alla struttura portante fili e perni metallici di dimensioni variabili fissati con l’ausilio di malta.

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