Restauratori: Alessia Bianchi (tesi di Diploma abilitante in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali. Scuola di Alta Formazione e di Studio dell’OPD, A.A. 2022-2023, PFP5), Gabriele Coccolini.
Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi: Claudio Paolini
Il taccuino, privo di coperta e legatura, contiene 24 disegni di figura e panneggi, interfogliati all’interno di una cartella includente anche frammenti disegnati di piccole dimensioni, probabilmente facenti parte dello stesso libro.
La raccolta fu assemblata dal Capitano Ingegnere Giuseppe Santini nel corso del XVIII secolo in un fascicolo di cinque bifoli, con coperta in carta ocra e nota autografa che attribuisce i disegni al Volterrano. Non sono invece note le vicende conservative e collezionistiche del libretto prima dell’acquisto della raccolta da parte di Roberto Longhi.
disegni a pietra rossa, pietra nera, carboncino, gessetto bianco e inchiostro ferro-gallico su carta di pasta di stracci grigia, cerulea e bianca
Il Libro numero 19 si presentava in un precario stato di conservazione, con problematiche tipiche del degrado dei volumi grafici. Conservati all’interno di un taccuino sfascicolato, in una cartella in cartone non idonea agli attuali standard conservativi, i disegni, tutti molto delicati per le tecniche esecutive, avevano particolarmente risentito del contatto diretto tra i fogli: i danni più evidenti consistevano in strappi, lacune, deformazioni superficiali e aggiunte di controfondi. Il sistema di montaggio aveva provocato anche danni a carico delle tecniche, come perdita di coesione del medium grafico, forte corrosione dei tratti ad inchiostro ferro-gallico, fenomeni di offset delle tecniche a secco, macchie di colla e foxing diffuso in maniera più o meno evidente su tutta la superficie.
Nel 1986 sette disegni, in origine parte dello stesso volume, erano stati staccati, restaurati, montati in passe-partout per esigenze espositive, senza successivamente rimontarli nel libretto.
indagini autoptiche allo stereomicroscopio, microscopio ottico e SEM-EDS; analisi FT-IR (ATR) Laboratorio scientifico dell’OPD (Andrea Cagnini, Dominique Petrocchi, Teresa Brancolini), indagini multispettrali INO-CNR (Raffaella Fontana, Alice Dal Fovo, Irene Lunghi) e di Imaging (Roberto Bellucci)
Il restauro del Libro di disegni del Volterrano è stato impostato sull’ esigenza storica e tecnica di mantenere la sua configurazione originale di taccuino di disegni, così come voluto dal collezionista Santini, anche in considerazione del fatto che si tratta di uno dei pochi libri della sua collezione a non essere stato smembrato. Per questo motivo l’intervento ha richiesto un approccio e una metodologia conservativa più complessa rispetto ad altre soluzioni, al fine di mantenere sia l’unità dell’oggetto libro che la valorizzazione dei singoli disegni.
Il restauro ha permesso anche di ritrovare la corretta sequenza delle pagine e dei disegni (grazie soprattutto alle tracce evidenti di offset sul recto e sul verso di alcuni fogli) modificata nel tempo senza un motivo particolare e di scoprire sul verso di ben 9 fogli disegnati, schizzi inediti del Volterrano, estremamente importanti per l’arricchimento del suo vasto corpus grafico.
Le fasi dell’intervento hanno comportato lo stacco dei disegni, la pulitura, il consolidamento e la stabilizzazione degli inchiostri, il recupero strutturale dei singoli pezzi e loro rimontaggio sui fogli del libretto.
Per poter ricostituire il volume e definire un sistema conservativo idoneo ai disegni, mantenendo inalterata la struttura originaria della raccolta del Santini, è stato necessario introdurre alcune soluzioni differenziate a seconda dei casi: i fogli disegnati solo sul recto sono stati riapplicati sulle pagine mediante brachette a ‘L’ in carta giapponese e i fogli disegnati recto e verso sono stati montati a “bandiera” tramite brachette di prolungamento. Infine, i disegni sagomati o particolarmente complessi sono stati montati a vista su carta giapponese Bolloré. La rilegatura ha mantenuto la cucitura originale a doppio passaggio a ‘S’. L’ultima fase del lavoro è consistita nella costruzione di una scatola conservativa che protegge e agevola la consultazione del volume di disegni.
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