Il bassorilievo è una delle tante repliche tratte dalla Madonna Panciatichi in marmo di Desiderio da Settignano del 1460, custodita al Museo Nazionale del Bargello di Firenze. Questa replica in gesso, conservata nel Chiostro del complesso di San Lorenzo a Firenze, ha una dimensione leggermente inferiore rispetto al marmo, poiché è stata ridotta lungo i margini con la conseguente perdita dei dettagli perimetrali. Tuttavia, da un confronto con l’originale, questo rilievo sembra essere stato realizzato in un periodo piuttosto vicino al marmo di Desiderio, per la riproduzione fedele del modellato che non appare consunto e rimaneggiato come in altre repliche dello stesso soggetto.
Il rilievo presenta l’applicazione di corone in argento, inserite in epoca successiva alla realizzazione dell’opera.
Il rilievo in gesso è realizzato a calco, e presenta una superficie dipinta. Purtoppo ad oggi restano pochissime tracce della ricca cromia originaria, che prevedeva una finitura bianca ad imitazione del marmo, realizzata a biacca e con applicazioni di foglia d’oro che impreziosivano i dettagli della veste della Madonna, dei festoni sullo sfondo, dei capelli della Vergine e del Bambino, del cuscino del trono.
In un periodo non identificato, l’opera è stata soggetta a un’estesa ridipintura nero-bruna con effetto di “bronzatura”, che ne ha alterato completamente l’aspetto estetico del rilievo.
L’opera presentava una ridipintura nera applicata su tutta la superficie, ad eccezione delle parti dorate che sono state risparmiate, con notevole spessore di materia che appiattiva il sensibile modellato. Piccole lacune erano localizzate lungo la cornice.
Le aureole d’argento sono state applicate mediante inserimento di chiodi in ferro realizzati a mano.
Intorno al collo della Vergine e del Bambino sono presenti degli occhielli in ferro che dovevano accogliere dei vezzi, oggi perduti.
La patinatura nera, ad imitazione del bronzo, è stata eseguita probabilmente con l’intento di camuffare la ricomposizione dell’opera avvenuta in seguito alla rottura del rilievo in numerosi frammenti (sul retro si può infatti osservare il lavoro di incollaggio). Questa, è stata realizzata con medium a base di oli vegetali che sono penetrati nel substrato poroso, macchiando irreversibilmente la superficie sottostante. Le analisi GC-MS hanno rilevato inoltre la presenta di paraffina, probabilmente applicata in epoca più recente.
Prelievi per la caratterizzazione dei materiali costituivi e di restauro: Spettroscopia FT-IR, analisi al microscopio ottico, analisi al microscopio elettronico a scansione, GC-MS.
L’intervento di restauro è stato finalizzato al recupero della cromia originaria bianco e oro e pertanto si è concentrata sulla complessa pulitura volta alla rimozione dello spesso strato di ridipintura nera.
In seguito a numerose prove con solventi supportati, è stato individuato il gel di gomma xantano a base di DPTA e alcol benzilico, che è riuscito a sensibilizzare la ridipintura e rimuovere gran parte dello strato. La pulitura è stata terminata e rifinita a secco con ausilio di bisturi. Purtroppo la cromia bianca originale a biacca è andata per la maggior parte perduta, ad eccezione di alcuni frammenti superstiti localizzati nei sottoquadri del modellato, motivo per il quale la superficie appare fortemente ingiallita dalle sostanze oleose applicate per la bronzatura.
A termine della pulitura, l’opera è stata stuccata con gesso alabastrino nelle piccole lacune presenti sulla cornice e sul modellato. Il ritocco pittorico è stato eseguito con colori ad acquerello mediante velature e a termine del restauro è stata applicata una vernice a protezione finale dell’opera (regal varnish mat al 10% in white spirit).
Le corone sono state puliture dal Laboratorio di restauro oreficeria e glittica, che ha provveduto anche alla realizzazione dei nuovi chiodi in argento per la ricollocazione. I ganci per i vezzi, oggi perduti, sono stati comunque mantenuti.
L’opera è stata esposta alle seguenti mostre:
– Caring for Art. Restauri in mostra, dal 2 giugno al 6 settembre 2023, presso il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure.
– Pulcherria Testimonia. Tesori nascosti nell’Arcidiocesi di Firenze, dal 7/12/2023 all’8/09/2024, presso il Salone Donatello nel Complesso della Basilica di San Lorenzo.
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