Vasi etruschi dal Museo Guarnacci di Volterra

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: concluso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

Il nucleo di vasi proviene dal Museo Guanacci di Volterra, dove sono stati a lungo conservati in deposito.I vasi provengono tutti dalle necropoli ellenistiche di Volterra e sono ascrivibili a diverse produzioni etrusche databili tra la seconda metà del IV e l’inizio del III sec. a.C.:

  • 3 crateri a calice a vernice nera “di Malacena” (inv. 5810, inv. 5811, inv. 4556);
  • 1 krateriscos con anse a serpente a vernice nera Malacena (inv. 5801);
  • 2 kelebe a figure rosse del Gruppo Volaterrae (inv. 33, inv. 43) ;
  • 1 oinochoe con becco “a cartoccio” a figure rosse (inv. 88);
  • 1 kylix a figure rosse attribuita al Maestro dei Tondi (inv.55);
  • 1 coperchio in bucchero con decorazione a rilevo (inv. 1375);
  • 1 coppa ionica con decorazione geometrica (inv. 1472).

Tecnica esecutiva

In Etruria, la ceramica «di Malacena» di origine volterrana, deve il nome dalla località in cui fu rinvenuta la Tomba dei Calini Sepus ricca di vasi di questo tipo. E’ caratterizzata dall’eccellenza tecnica degli impasti e della vernice nero-bluastra lucida ad imitazione dei procedimenti e delle forme del vasellame metallico, oltre alle decorazioni che consistono in rilievi applicati, prese anch’esse in prestito dalla tradizione metallica.

La ceramica estrusca a figure rosse deriva dalla contemporanea ceramica attica a figure rosse, largamente esportata in Etruria. In vari centri etruschi si sviluppò dalla seconda metà del V e per tutto il IV sec. a.C. una produzione locale di vasi con figure rosse risparmiate su fondo nero, che raggiunse un alto livello di qualità tecnica e artistica, sviluppando caratteri stilistici propri, introducendo anche nuove forme.

Il bùcchero è una tipica ceramica etrusca, dove la caratteristica più evidente è la colorazione completamente nera che veniva ottenuta mediante una cottura in ambiente “riducente” (ottenuto con l’inserimento di sotanze fumogene), per cui l’ossido ferrico di color rosso contenuto nell’argilla si tramuta in ossido ferroso di colore nero.

 

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