Laudario di Santo Spirito, 1310-1315, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Firenze

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: concluso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

Il Laudario di Santo Spirito, acquisito dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze nel 1809, costituisce la più ricca raccolta di iniziali miniate tra gli esemplari coevi prodotti a Firenze e tramanda antichi testi musicati italiani: 98 laudi monodiche in volgare italiano e un sequenziario latino parziale. Il Laudario è stato realizzato per la Compagnia di laudesi di Santo Spirito, istituzione laica religiosa fondata alla fine del XIII secolo nella chiesa agostiniana di Santo Spirito. La datazione del manoscritto si basa sugli elementi stilistici presenti nelle 102 miniature e sulla presenza di una rappresentazione del beato Agostino Novello, morto nel 1309 e raffigurato senza aureola, elemento iconografico che compare alcuni decenni dopo la sua morte.
I miniatori, denominati dalla critica Maestro del Laudario e Secondo Maestro del Laudario, probabilmente affiancati da collaboratori, operarono entrambi a inizio Trecento fondendo stilemi duecenteschi con le novità stilistiche da poco introdotte da Giotto.

Tecnica esecutiva

Il codice è formato da 153 carte suddivise in 18 quaternioni, 1 ternione, 2 binioni.
Il testo è redatto con inchiostro bruno, la musica con notazione quadrata su tetragramma rosso. Le miniature, realizzate a partire da disegni preparatori a punta di piombo e inchiostro, sono ricavate entro spazi contenenti note manoscritte d’attesa.
La legatura su assi lignee in pieno cuoio decorato a secco presenta borchie metalliche e fermagli di chiusura. Al centro del piatto anteriore è fissato un medaglione metallico protetto da un disco semitrasparente che include un tondo in seta blu dipinto con una colomba dello Spirito Santo. L’elenco dei beni in possesso della congregazione cita un laudario coperto di tela azzurra portando a supporre che la seta dipinta provenga dalla precedente legatura del codice. Sono frutto del restauro novecentesco la cucitura a punto pieno su quattro nervi in traccia con due ‘finti’ capitelli, le assi lignee e il dorso staccato con tre ‘false’ doppie nervature.

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