Allieve: Francesca Damiani, Irene di Veglia, Daniela Fodaro, Zhenya Marinova, Clara Pallotti
Il nucleo di borsette, calze, guanti e copricapi è stato rinvenuto all’interno di un baule presso Palazzo Mozzi Bardini. I manufatti si sono rivelati subito molto interessanti per lo studio del costume e del tessuto nonché per le tecniche esecutive. Per l’attribuzione dei singoli elementi ad un ambito cronologico si è dovuto studiarli sia nelle loro caratteristiche tecniche, sia strutturali che per capire se fossero stati manomessi o se si trattasse di un possibile riutilizzo.
I manufatti oggetto del presente intervento sono stati:
Dato che si è trattato di un intervento principalmente di manutenzione e salvaguardia di un cospicuo numero di oggetti, lo stato conservativo era differenziato. I copricapi erano in discrete condizioni, mentre le calze erano in condizioni cattive e mediocri. Sicuramente il materiale costitutivo, la loro delicatezza strutturale e l’uso avevano determinato un particolare aggravamento conservativo. Borsette e portamonete versavano in stati conservativi differenziati, ma strutturalmente erano tutti integri, ovvero privi di lacune.
L’intervento di manutenzione straordinaria dei manufatti è consistito inizialmente nel riscontro inventariale e nella compilazione di una scheda di restauro per ciascun esemplare. La scheda conservativa ha previsto la descrizione delle caratteristiche macroscopiche come la fattura, la descrizione analitica comprensiva di analisi tecnica e materiali costitutivi. Sono stati poi indagati lo stato di conservazione e l’eventuale presenza di interventi precedenti, in modo da definire un progetto di intervento e stabilire le tempistiche necessarie allo svolgimento delle varie operazioni. I manufatti sono stati fotografati sia sul fronte sia sul retro, a luce visibile indiretta, radente e con lampada a fluorescenza UV. Per l’esecuzione degli scatti è stato sfruttato un setup fotografico già predisposto all’interno di una delle stanze di Palazzo Mozzi Bardini in modo da poter ripetere le fotografie, mantenendo gli stessi parametri, al termine delle operazioni di pronto intervento.
I guanti
Il nucleo comprende una coppia di guanti in seta color avorio del XVIII secolo e un guanto singolo di colore rosso del XVII secolo, entrambi di ambito liturgico e decorati con il trigramma IHS. I manufatti presentavano ingiallimento, macchie, micro-lacune soprattutto nelle dita e deformazioni dovute a una conservazione impropria; i filati metallici risultavano ossidati.
L’intervento ha previsto micro-aspirazione, pulitura meccanica con spugne dei filati metallici e, per il guanto rosso, una pulitura con Nanorestore Gel® Peggy 5. Per ripristinare la tridimensionalità sono stati realizzati dei supporti interni sagomati in cartoncino non acido rivestito in poliestere e taffetas.
I cappelli
I due copricapi, probabilmente del XVIII secolo – uno di ambito italiano e l’altro inglese – presentavano struttura a cupola con tesa e ricami in seta e filati metallici. Lo stato di conservazione era discreto, ma con deformazioni, pieghe, ossidazioni del filato metallico e lacune, soprattutto nel cappello beige, probabilmente causati da attacchi entomologici.
L’intervento ha incluso la rimozione delle etichette, una pulitura con micro-aspirazione, il consolidamento delle lacune tramite supporti in seta e interventi ad ago localizzati sulle fodere. È stata effettuata un’umidificazione controllata per recuperare la forma, con successiva realizzazione di supporti conservativi sagomati.
Le calze
Il gruppo comprende tre paia di calze, di cui due femminili ed un paio maschile, in maglia rasata di seta o cotone, databili tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Presentavano sporco diffuso, macchie, deformazioni, lacune e rammendi incongrui; in un caso erano presenti tracce di ruggine.
La pulitura è stata eseguita tramite micro-aspirazione e dry cleaning; le macchie sono state trattate con alcol etilico e Nanorestore Gel®. È seguita un’umidificazione controllata per distendere le pieghe e la realizzazione di contro-forme imbottite per il mantenimento della forma. Le lacune sono state temporaneamente compensate a fini estetici.
Le borsette
Le quattro borsette, databili tra la fine del XVI e il XVIII secolo, afferenti a diverse manifatture, presentavano degrado diffuso: depositi superficiali, ossidazione dei filati metallici, deformazioni strutturali e lacune. Alcuni elementi specifici risultavano particolarmente compromessi, come la fodera della borsetta rosa o il manico metallico della borsetta gialla, fortemente ossidato.
Gli interventi hanno previsto pulitura mediante micro-aspirazione e azione meccanica, trattamento dei filati metallici, rimessa in forma di nappe e cordelle e consolidamento delle lacune con supporti tessili. Nel caso di un manico metallico è stata applicata una soluzione chelante per la rimozione della ruggine.
Conservazione finale
Tutti i manufatti sono stati etichettati con cartoncini non acidi e collocati su supporti conservativi in materiali idonei. Sono stati poi sistemati in cassettiere o scatole per garantirne una corretta conservazione. L’intervento ha consentito sia il recupero conservativo sia la valorizzazione di un patrimonio tessile poco noto.
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