Maria Paola Dettori, storica dell’arte, direttrice della Pinacoteca Nazionale di Sassari
Ludovica Onori, funzionaria restauratrice della Direzione regionale Musei Nazionali Sardegna
Opera realizzata in ceroplastica con miscele di cera d’api, resine e pigmenti. La composizione è inserita all’interno di una teca in legno dipinto, in cui è allestita una scenografia con sughero, stoffa e cera. Sul fondo della teca è stato dipinto un piccolo paesaggio a tempera.
L’opera si trova complessivamente in buono stato, anche grazie alla scelta di conservarlo in teca. Nel 2017 infatti il teatrino fu rinvenuto in frammenti nei depositi del museo di Sassari, e in occasione del restauro venne realizzata l’attuale teca in legno dipinto con vetro scorrevole sul cui fondo è stata fissata l’opera mediante viti. Questo intervento, che può sembrare invasivo, ha sicuramente contribuito alla sua corretta conservazione, in quanto il teatrino in legno originale non aveva un vetro di protezione.
Sono visibili le linee di frattura in corrispondenza di tutti gli incollaggi eseguiti nel 2017 su tutte le figure: sulle braccia, sui piedi, sul collo e le ali del drago, sulle zampe del demone, sulla base del collo della strega. Sono di restauro le dita della mano sinistra dell’uomo e della mano sinistra del demone, in alcuni casi piegate in modo innaturale; sono assenti invece le dita della mano sinistra del bambino. La figura maschile è nell’atto di osservare qualcosa che si trova nella sua mano sinistra (forse un cuore o un altro organo interno come un fegato) ma risulta perduto. La capigliatura della strega è scheggiata sulla sommità della testa; il braccio destro del bambino è di restauro, realizzato con cera d’api senza pigmenti, perciò risulta giallo rispetto agli altri incarnati rosati.
Una foto della Soprintendenza di Firenze del 1966, disponibile presso l’archivio dell’Opificio delle Pietre Dure, testimonia che il libro e il vaso non sono posizionati correttamente e che la mano di restauro del bambino è stata erroneamente realizzata chiusa anziché aperta.
Il presente intervento, concordato con il museo degli Uffizi in occasione del prestito per la mostra “Cera una volta. I Medici e le arti della ceroplastica” (16/12/2025 – 12/04/2026), è teso principalmente a riposizionare correttamente i citati elementi della composizione e a sostituire il braccio del bambino con un nuovo modellato in cera del colore corretto.
L’opera è stata restaurata nel 2017 (restauratrice Gerlinde J. Tautschnig, sotto la direzione dott.ssa Maria Paola Dettori, funzionaria della Pinacota Nazionale di Sassari) quando si trovava in uno stato frammentario e non erano presenti foto d’archivio per ricostruire esattamente la posizione di tutti gli elementi.
Un precedente intervento (di cui al GR. 3851 dell’archivio OPD) venne eseguito nel 1966 dai restauratori della Soprintendenza di Firenze, dove l’opera, proveniente allora dal museo archeologico Sanna di Sassari, era stata portata dal dott. Guglielmo Maetzke per il restauro.
Grazie alle foto d’archivio disponibili presso l’Opificio è stato possibile riposizionare il libro di magia davanti ai piedi della strega e il vaso per terra sotto la testa del bambino a raccoglierne il sangue. Per l’adesione è stata impiegata la colla UHU extra.
Con l’ausilio di un bisturi e grazie alla notevole morbidezza della cera d’api, è stato rimosso il braccio di restauro del bambino e al suo posto ne è stato modellato uno in plastilina. Date le piccole dimensioni delle dita, la mano non è stata rifinita nel dettaglio ma semplicemente definita nel suo volume. Successivamente il braccio in plastilina è stato immerso nel silicone per ottenerne il negativo.
La miscela di cera del nuovo braccio di restauro, che si compone del 60% di cera paraffina e del 40% di cera microcristallina Cosmoloid oltre a pigmenti in polvere, è stata colata allo stato fuso nella forma di silicone e dopo circa un’ora è stato estratto il braccio. Le dita sono state perfezionate a caldo, grazie all’ausilio di un termocauterio, e a freddo mediante bisturi. Il braccio quindi è stato posizionato mediante saldatura a caldo con la punta finissima del termocauterio.
Con l’occasione sono state corrette mediante termocauterio le inclinazioni di alcune dita di restauro della mano sinistra del personaggio maschile e anche della mano sinistra della figura demoniaca sulla destra della composizione, senza però rimodellarle. Inoltre è stata integrata la lacuna sulla capigliatura della strega colando sull’incarnato della testa una piccola quantità di cera grigia che poi è stata rifinita con sfumature di altri toni dello stesso colore e lavorata sia a caldo che a freddo per modellare le ciocche di capelli e avvicinarsi ai bordi della mancanza in modo da colmarla perfettamente.
Infine, sempre grazie alle foto d’archivio, è stato deciso di ricostruire anche l’elsa del pugnale della strega, modellandola direttamente con la cera d’api recuperata dal braccio di restauro e poi colorandola a caldo con lo stick bastoncino di colore marrone di cere Gamblin.
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