Spada da lato a tazza:
Lama dritta costolata a due fili leggermente convergenti verso la punta. Il forte sgusciato e recante l’iscrizione “DE HORTONO DEOAGVIRE” e “EN TOLEDO ANO 1612”. Sul ricasso scudo con corona e lettere ST. Coccia a tazza lavorata a traforo, controtazza incisa. Elso con archetti, braccio e guardia lavorati a finto tortiglione; braccio e guardia culminanti in un bocciolo. Impugnatura rivestita di lamina in acciaio lavorata a traforo. Pomo sferoide lavorato a traforo.
La spada si presenta frammentaria di uno dei bracci e lacunosa nella tazza. Sono inoltre presenti segni di usura e ossidazione su tutta la superficie.
Forgiatura, incisione, traforatura
Discreto: Mancanze e lacune e deformazioni del fornimento.
Tentativo di riparazione tramite saldatura (?) del braccio dell’elso, ora mancante. La superficie del metallo mostra aree localizzate di corrosione (pitting) e una superficie lucida e riflettente, segni di probabili puliture pregresse con prodotti e modalità aggressive. Sono inoltre presenti prodotti di alterazione del ferro e resti di protettivi a base oleosa alterati.
Dopo la documentazione fotografica e la scansione tridimensionale, l’arma è stata smontata nelle sue componenti per consentire l’intervento su tutte le superfici.
Tutti gli elementi sono stati sottoposti a pulitura chimica (solventi) e pulitura meccanica (bisturi, spazzoline montate su micromotore, microsabbiatura con inerti vegetali) per la rimozione di depositi, protettivi alterati e prodotti di corrosione. Alcune aree meno accessibili sono state inoltre trattate con ablazione laser (sistema El.En. Eos Combo in modalità Short Free Running) per la rimozione di alterazioni della lega particolarmente tenaci.
Tazza, guardia e pomo erano caratterizzata da lacune, fessurazioni e deformazioni. La struttura della tazza è stata consolidata mediante micro-saldature laser e supporti interni reversibili, progettati per garantire stabilità senza compromettere l’integrità del manufatto. I bracci di sostegno della stessa, deformati, sono stati riportati alla curvatura originale per eliminare tensioni strutturali. Analoghi interventi sono stati effettuati sul pomo, deformato da restauri precedenti, per il quale è stato realizzato un supporto interno in materiale plastico idoneo a distribuire correttamente le sollecitazioni.
Le lacune più estese (uno dei bracci dell’elso e alcune porzioni della decorazione della tazza) sono state integrate tramite ricostruzioni ottenute da modelli 3D e stampa in resina stereolitografica. Le integrazioni, completamente reversibili e fissate tramite magneti, e intonate cromaticamente con le parti originali, sono state realizzate per migliorare la leggibilità dell’opera, pur rimanendo riconoscibili a un esame ravvicinato.
Al termine del restauro tutte le superfici metalliche sono state protette con cera microcristallina specifica per materiali ferrosi, l’arma è stata quindi rimontata, introducendo accorgimenti tecnici per garantirne la stabilità e la sicurezza nel tempo.
Intervento effettuato presso il Settore restauro Bronzi e armi antiche, condotto all’interno dei corsi della Scuola di Alta Formazione e di Studio (AA. 2019 – 2020).
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