Fabrizio Burchianti, direttore del Museo Etrusco Guarnacci di Volterra
Elena Sorge, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno.
Si tratta di un gruppo di 18 vasi in vetro di epoca romana dalle varie forme, per lo più con funzioni di balsamari. Questi straordinari esemplari si trovavano da alcuni anni nel deposito del museo a causa delle precarie condizioni conservative.
Per la maggior parte si tratta di manufatti in vetro soffiato; fanno eccezione le coppe e il bicchiere in vetro millefiori, realizzati a stampo, e un alabastron verosimilmente eseguito con la tecnica del nucleo friabile.
Questi vetri sono stati scelti tra gli esemplari in deposito del Museo Guarnacci per il loro pessimo stato di conservazione, in modo anche da rappresentare validi esempi per la didattica. Erano accomunati da rotture, perdite, ricostruzioni alterate e incrostazioni; nei casi più gravi si sono riscontrati fenomeni di lisciviazione.
Su alcuni esemplari si potevano osservare interventi di restauro ascrivibili alla fine dell’Ottocento, eseguiti con cera, resina dammar e pezzi di carta di giornale adoperati a sostegno dell’integrazione. Gli incollaggi erano effettuati con colla di origine animale, il che ha permesso una discreta reversibilità dell’intervento.
Tutti gli esemplari sono stati puliti a secco e successivamente per via umida laddove necessario, ossia in presenza di incollaggi e incrostazioni tenaci, mediante impacchi localizzati con strisce di cotone idrofilo e acqua tiepida. Nei casi di lisciviazione, come ad esempio per il bicchiere millefiori, i frammenti puliti ed asciutti sono stati consolidati mediante gel di silice (SIOX-5 RE39 e SIOX-5 RE50). Successivamente i frammenti sono stati ricomposti con adesivo epossidico trasparente Araldite 2020, ma nei casi in cui il vetro era molto sottile si è scelto di eseguire incollaggi diretti con cianoacrilato. Le ricostruzioni sono state realizzate con tecnica indiretta avvalendosi sia di lastrine di Paraloid, nei casi di vetri più sottili, che di Araldite 2020 colata in negativi di silicone ottenuti da forme modellate in cera. A seconda della colorazione dei vetri, le resine di integrazione sono state più o meno miscelate con colori Vitrail.
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