Lo speculum in argento è stato acquisito nel 1892 dal Regio Museo Archeologico di Firenze come reperto proveniente da Bomarzo, con numero di inventario 74831, come ancora recita una etichetta incollata sulla faccia anteriore del disco riflettente.
L’oggetto è stato realizzato per fusione d’argento e la tipica porosità della superficie resta ben visibile, nonostante la rifinitura mediante cesellatura, particolarmente insistita per definire i dettagli dei tre personaggi ritratti sulla faccia posteriore del disco riflettente. La decorazione vegetale lungo il bordo interno dello specchio e la palmetta sull’impugnatura sono state realizzate con incisione a bulino e ciappola.
Lo Specchio si presentava in discrete condizioni, a eccezione di piccole lacune e fratture sul disco. La superficie era ricoperta da incrostazioni nerastre, poco aderenti al metallo, miste ad alterazioni biancastre, giallastre e rossastre, al di sotto delle quali si riusciva a intravedere il biancore latteo dell’argento.
L’oggetto appare come un reperto archeologico, ma è in realtà il frutto del lavoro di un ignoto falsario ottocentesco. Tutte le alterazioni presenti sulla superficie sono il risultato di patinature artificiali.
Caratterizzazione dei materiali costitutivi e delle alterazioni. Indagine radiografica.
Accertata la falsificazione dell’opera, tutte le figure professionali coinvolte nell’intervento hanno concordemente stabilito quale dovesse essere il grado di pulitura da raggiungere. Le alterazioni che coprivano la superficie artificialmente indotte sono state ritenute troppo copiose e invadenti, un ostacolo alla percezione delle incisioni e del modellato delle figure del lato posteriore del disco. Si è pertanto deciso di rimuoverle nella misura necessaria a favorire la lettura dell’opera. Tramite passaggi di solventi, impacchi di soluzione complessante gelificata e azioni di rifinitura meccanica si è raggiunto un livello di pulitura ritenuto accettabile, intervenendo il minimo indispensabile sul lato anteriore, a testimonianza della patinatura artificiale applicata dall’autore.
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