Raffaello Sanzio, Cristo crocifisso, 1504-1508. Biblioteca Marucelliana, Firenze

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: concluso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

Entrato alla Biblioteca Marucelliana con il  lascito di Francesco di Ruberto Marucelli (1783), montato sul Tomo III, ora Volume E, con una cornicetta prestampata e acquarellata che ne ha nascosto i margini originali per almeno mezzo centimetro, il disegno ha iniziato a risvegliare l’interesse della critica storico artistica solo nel XX secolo.

Tecnica esecutiva

Lo studio del Cristo crocifisso, come altri disegni del periodo giovanile di Raffaello, è eseguito a penna, con un inchiostro bruno, ripassato in alcune zone con lo stesso tipo di medium ma di una tonalità più scura e di una diversa pastosità. Del verso, che contiene in basso a sinistra tracce di studi architettonici, eseguiti a carbone, non si hanno molte notizie, come pure del supporto su cui il disegno era incollato, tuttora conservato alla Biblioteca Marucelliana, dopo lo stacco dal volume E. Allo stereo-microscopio i due livelli stratigrafici dell’inchiostro sono chiaramente visibili: un segno leggero e continuo, che ben si percepisce nel contorno del corpo, nella testa e nelle ciocche dei capelli, nelle braccia e nella definizione dei muscoli del torace e del bacino, e un segno più marcato e scuro, con cui l’artista è ritornato sui lineamenti del volto, nel collo, sotto il braccio sinistro, sul fianco destro e negli arti inferiori. Si intravedono altresì, al di sotto dell’inchiostro, tracce di altri due media grafici, risultati essere una punta di piombo e un materiale carbonioso. Il supporto del disegno è costituito da una carta di color naturale, di buona qualità, vergata e filigranata. Rifilata lungo tutti e quattro i margini, essa presenta misure differenti: la parte superiore è di 240 mm, la base di 231 mm e i lati di 357 mm, con una grammatura media di circa 22g/m².    Considerando le misure del foglio e la posizione della filigrana, una di scala a 4 pioli,  quasi al centro del disegno, si ipotizza che in origine il foglio provenisse da una carta di formato maggiore, forse reale, di fabbricazione fabrianese.

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