Le opere fanno parte della ricca collezione botanica conservata al Museo della Specola di Firenze.
I quattro modelli selezionati furono realizzati nella prima metà del 1800, in quella stessa officina di ceroplastica da cui provengono le cere anatomiche ancora oggi conservate alla Specola e allestita all’interno dell’Imperiale e Regio Museo di Fisica e Storia Naturale.
Le tavole sono state restaurate dagli allievi della Scuola di Alta Formazione e Studi dell’Opificio (a.a. 2022-2023) in occasione del corso dedicato alla conservazione delle opere in ceroplastica.
Si tratta di ingrandimenti raffiguranti la fisiologia e alcune patologie vegetali: vere e proprie ‘slide‘ ante-litteram, realizzate per spiegare come avvengano determinati processi nel mondo delle piante.
I modelli su tavola selezionati, presentavano problematiche comuni: accumulo di polvere con una forte alterazione dei colori originali della cera, fratture con distacchi di frammenti, perdite di materiale con esposizione delle armature metalliche e lacune di diversa entità.
Operazione comune a tutte le opere è stata la pulitura delle superfici, realizzata con una soluzione di acqua e tensioattivo emulsionata con pennelli, tamponi di cotone e impiego di microbrushes per le zone di difficile accesso. Per il risciacquo, è stato impiegato un micro-vaporizzatore a temperatura controllata e getto regolabile. L’intervento ha permesso di recuperare il tono originale dei colori chiari, come il giallo e il verde, restituendo la caratteristica brillantezza delle superfici in cera.
La ricerca degli attacchi dei frammenti distaccati, così come il consolidamento per la ricollocazione dei frammenti, sono stati particolarmente difficili e impegnativi per le morfologie complesse di alcuni modelli e per la fragilità della materia. I frammenti sono stati fermati a caldo, mediante applicazione di piccole gocce di cera intonate all’originale.
Le integrazioni materiche e le ricostruzioni di parti mancanti sono state effettuate con una miscela di cera paraffina al 60% e cera microcristallina Cosmolloid 80 al 40%. Per distinguere la parte ricostruita dall’originale e per raccordare le sfumature dei colori, si è reso necessario un ritocco pittorico con colori a vernice mediante tecnica del puntinato, che ben si accorda con la superficie vibrante della ceroplastica.
Le tavole lignee erano interessate da un attacco di muffe sotto forma di macchie nere aderenti alla superficie dipinta. Dopo numerose prove di pulitura con solventi variamente supportati, che interagivano solubilizzando la pittura a tempera, è stato messo a punto un trattamento con gel di agar e cristalli di mentolo. Il mentolo ha ammorbidito le concrezioni, facilitandone la rimozione e garantendo una pulitura efficace senza alterare i materiali originali.
Convegno “Opere e restauri al Museo La Specola”, 16 dicembre 2024.
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