La Croce si inscrive in un ambito di produzione laziale, probabilmente viterbese, e proviene dalla chiesa di San Silvestro di Orte, il che consente di identificare con ragionevole certezza la figura apicale del recto, che porta in capo il triregno, con papa Silvestro I. Un manoscritto conservato presso l’Archivio storico del Comune di Orte riporta la notizia della decisione da parte dei canonici di San Silvestro di vendere un terreno per poter far fronte alle spese per la realizzazione di una croce in argento, cui segue atto notarile di vendita datato 1417. È suggestivo pensare che si tratti della croce in questione, la cui datazione in effetti coincide a grandi linee con l’evento.
La Croce è costituita da una struttura interna in legno, munita di puntale in ferro, esposta alla vista lungo il perimetro (generalmente coperto da un nastro metallico decorativo in manufatti di questa tipologia), che è stuccato e colorato a ‘finto oro’. Sulle due facce della struttura lignea sono applicate per mezzo di chiodi placche sbalzate in argento dorato. Sul verso, i libri degli evangelisti sono elementi separati in argento non dorato, imperniati sulla lamina principale, con piacevole contrasto cromatico. Il Cristo crocifisso non è certamente coevo ed è realizzato per fusione di lega di rame, mentre l’aureola crucifera è in argento smaltata di blu e verde. Il titulus con la scritta inry è realizzata in argento niellato. L’intera Croce doveva essere, in origine, arricchita da elementi decorativi andati perduti (quali sferette in metallo, pietre dure e/o preziose, corallo ecc), di cui rimangono a testimonianza i fori d’innesto sulle lamine del recto e del verso.
Lo stato di conservazione dell’opera era mediocre, sia in riferimento alle parti metalliche che alla struttura lignea. Le lamine dorate erano estremamente offuscate da uno spesso strato di materiali organici misti a solfuri e polveri di deposito, tanto da apparire più simili a lastre di rame dorato per colore e tipologia di alterazione. I chiodi che bloccavano le lamine erano in parte d’ottone e in parte di ferro. Questi ultimi, reagendo con l’umidità ambientale, hanno causato la formazione di macchie di ruggine sulle lamine d’argento in prossimità dei fori di entrata. Le lamine sbalzate mostravano numerose ammaccature, deformazioni, lacune e fratture. Lo strato pittorico presente sul perimetro dell’anima lignea era molto degradato, opacizzato da sporco grasso di varia natura, con evidenti crettature, distacchi e lacune.
La Croce è stata certamente smontata e rimontata almeno una volta in passato, presumibilmente per la necessità di procedere alla sostituzione della struttura lignea. Quella attuale, infatti, non sembra essere originale, ha dimensioni inferiori a quelle delle lamine metalliche ed è probabile che proprio per questo motivo si sia reso necessario stuccare l’intero perimetro, così da adeguarla alle misure definitive. La struttura, inoltre, non mostra alcun foro lungo il perimetro, che sarebbero stati provocati dai chiodi di fissaggio del nastro perimetrale metallico, che quasi certamente doveva corredare l’opera in origine.
Caratterizzazione dei materiali costitutivi e dei prodotti di degrado superficiali.
Le operazioni di restauro hanno avuto inizio con lo smontaggio totale dell’opera, che ha consentito di operare sui singoli elementi in maniera differenziata e specifica, a seconda del materiale costituente e dei problemi di degrado inerenti ad esso. Le parti in metallo, dove possibile, sono state rimesse in forma operando con ceselli e martello, prima di passare alle fasi di pulitura. Inizialmente, si è proceduto con lo sgrassaggio dei pezzi a mezzo solvente, seguito da immersione in soluzione complessante, utile a rimuovere i sali solubili. Eliminato lo sporco superficiale, è iniziato il minuzioso lavoro di pulitura meccanica a tampone, bisturi e appositi aspergilli, per l’alleggerimento delle macchie di solfurazione e l’eliminazione dei sali di alterazione residui. Tutte le parti metalliche sono state protette con vernice nitrocellulosica. L’anima lignea ha richiesto un meticoloso intervento di pulitura e consolidamento, sia a livello strutturale che di policromia, integrata con stucco, successivamente dipinto a selezione cromatica con acquerelli.
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