Peter Paul Rubens, Ninfe e satiri, Le Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina, Firenze

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: concluso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

Il dipinto Ninfe e satiri, pervenuto nella collezione del Gran Principe Ferdinando nel 1698, è ancora oggi conservato nella Galleria Palatina di Firenze.
Ninfe e satiri è una replica parziale di un dipinto con analogo soggetto oggi conservato a Madrid.
La replica è stata arricchita e modificata da Rubens stesso in un secondo momento, probabilmente a seguito della richiesta di un acquirente. Ai contatti con l’acquirente e al lavoro della bottega di Rubens sono probabilmente riconducibili anche i numerosi ampliamenti del supporto e i relativi brani pittorici.

Tecnica esecutiva

Dipinto ad olio su tela.
Il supporto è costituito complessivamente da sette pezze di tela di lino cucite insieme, con tessitura del tipo “armatura tela”.
La porzione centrale, quella in cui si concentra la scena, risulta essere la più grande ed è stata ripiegata sul retro lungo i lati, per una piccola porzione funzionale alla cucitura delle altre pezze aggiunte. Altre due pezze, una delle quali costituita da una piccola striscia di tessuto, costituiscono l’aggiunta al lato superiore fissata alla tela centrale tramite cucitura a sopraggitto. Le due aggiunte laterali presentano una densità molto maggiore rispetto alle tele descritte in precedenza, sono costituite ciascuna da due pezze cucite a sopraggitto e sono fissate alla grande tela centrale tramite filza nascosta all’interno dei risvolti.
Si presume che tutte le tele che costituiscono il supporto siano state apprettate con una o più mani di colla animale prima di ricevere gli strati preparatori. La preparazione, di colore bruno chiaro e composta da carbonato di calcio e poco nero di carbone in legante oleoso, è stata probabilmente stesa con un coltello usato in funzione di spatola e applicata con movimenti circolari, come evidenzia l’indagine radiografica. L’imprimitura è di colore grigio, come tipico della pittura rubensiana, ed è a base di bianco di piombo e nero di vite in legante oleoso.
Le analisi hanno evidenziato un’omogeneità dei materiali utilizzati nel film pittorico steso sulle varie tele che costituiscono il supporto, per quanto riguarda sia i pigmenti che le impurità ad essi associate. La tavolozza risulta essere costituita da bianco di piombo, giallo di stagno e piombo, smaltino (per il cielo), azzurrite (nello sfondo), lapislazzuli, verderame trasparente, terra verde, cinabro, lacca rossa, ocra rossa, nero di carbone, nero di vite. Si riscontra molto frequentemente la presenza di frammenti di vetro come da uso comune nella bottega di Rubens.

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