Lamina aurea, IV-II sec. a.C., Museo Civico, La Spezia

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: concluso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

Nel 1846 il contadino Francesco Giampedrone, durante lavori agricoli, rinvenne una tomba nella zona occidentale del territorio di Ameglia con alcuni reperti, tra cui una lamina aurea in frammenti, posta dentro un vaso. L’oggetto ebbe vari passaggi di proprietà, fino a confluire nelle raccolte del Museo Civico di La Spezia.

Tecnica esecutiva

L’opera è costituita da una lamina d’oro dello spessore di circa 0,2 mm, per un peso complessivo di 6,8 grammi. La lamina è stata incisa nel senso della larghezza in file parallele di triangoli (speculari rispetto all’asse mediano), i cui lembi in origine erano sollevati, conferendo tridimensionalità e movimento. Come riportato in una descrizione dell’opera prima del restauro del 1952, alle estremità (oggi non perfettamente conservate) erano presenti due fori per parte, con l’evidente funzione di aggancio: la Lamina poteva essere un gioiello da collo, un ornamento cucito sulla scollatura di una veste o parte di un diadema. Nella medesima descrizione viene detto che il manufatto “è pieghettato in tutta la sua lunghezza in minutissime pieghe”, disposte in modo da determinarne un andamento semicircolare, oggi perduto. Non è sicuro se questa pieghettatura facesse parte della tecnica di realizzazione o se sia l’esito di un danneggiamento.

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