Croce astile, XIV sec., Chiesa dei SS Pietro e Paolo, Trequanda (SI)

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: concluso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

L’opera è stata usata fino alla metà del XIX secolo come croce processionale, per accompagnare i defunti del piccolo paese di Trequanda dalla chiesa fino al cimitero. Negli anni Sessanta, la Croce fu oggetto di una operazione di compravendita illegale, mascherata da sparizione durante la grande alluvione di Firenze del 1966, dove sarebbe stata trasferita per ragioni non meglio precisate, secondo il fantasioso racconto degli artefici del misfatto (l’ingenuo parroco di Trequanda e un più astuto monsignore di Cortona, il cui carteggio privato in merito è stato successivamente scoperto). La Croce giunse infine al Cleveland Museum of Art, dove dopo decenni è stata riconosciuta come opera trafugata e consegnata al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che l’ha riportata alla Chiesa di Trequanda nel 2009.

Tecnica esecutiva

La piccola Croce è interamente realizzata in rame, sia nella struttura perimetrale fusa che nelle undici placchette in lamina, sbalzata, incisa e smaltata champlevé. Le superfici non smaltate sono dorate ad amalgama di mercurio. Sul verso è presente una placchetta incisa e smaltata che riporta il nome del committente “MISSER PIETRO PIOVANO IN TREQHUANDA MI FECIE FARE”.

Sezione successiva