La preziosa Casula del XIII secolo, un diaspro in seta di origine lucchese o addirittura siriana con ricami in filato metallico, versava in un precario stato conservativo. È stata oggetto di un accurato intervento di consolidamento che ha visto numerose fasi, mantenendo l’originalità delle parti.
L’interessante manufatto è costituito da un raro tessuto di seta storicamente denominato “diaspro”, una tipologia prodotta dalla manifattura lucchese nei secoli XII e XIII ad imitazione di preziosi esempi medio-orientali, provenienti soprattutto dalla Siria.
La casula presenta poi una croce ed uno stolone con degli eleganti ricami tardogotici, forse eseguiti alla fine del Trecento in ambito senese. Si ignora la provenienza antica del manufatto.
Le condizioni di conservazione sono assai gravi soprattutto per un pericoloso indebolimento intrinseco della seta, che ha già prodotto molte rotture ed alcune cadute di materiale.
Un altro problema è costituito dalla valutazione delle alterazioni cromatiche subite e delle conseguenti modalità di pulitura.
Una prima opera di protezione e di manutenzione fu eseguita nel 1994 in modo da consentire alla Casula di essere esposta alla mostra ‘Drappi, velluti, taffettà et altre cose’. Antichi tessuti a Siena e nel suo territorio, Siena, Chiesa di S. Agostino, 31 maggio – 31 luglio 1994, catalogo a cura di Marco Ciatti, Nuova Immagine, Siena 1994.
Nella relativa scheda Rosalia Bonito Fanelli avanzava addirittura l’ipotesi, sulla base di alcune particolarità nella tecnica di esecuzione, che potrebbe trattarsi non di una produzione lucchese, ma proprio di uno dei prototipi siriani.
Il progetto di restauro, che è stato messo a punto sulla base di una approfondita campagna di indagini, dovrà affrontare soprattutto le problematiche legate al consolidamento e alla pulitura, evitando però interventi invasivi o alterativi del documento quali lo smontaggio che è stato per ora scartato, sia pur con le conseguenti difficoltà operative.
All’interno del progetto riveste un ruolo importante lo studio delle modalità della futura esposizione, al fine di assicurare le migliori condizioni conservative possibili.
A tale scopo, in collaborazione con il Settore di Climatologia e conservazione preventiva e con il Museo dell’Opera del Duomo di Siena, si sta progettando una apposita teca.
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