Una impegnativa esperienza didattica per le allieve SAFS su opere complesse di oreficeria dal Museo Stibbert di Firenze
Le cinque Croci processionali appartengono alla raccolta di oreficerie del Museo Stibbert, settore minore della incredibile collezione di opere d’arte di Frederick Stibbert, come noto incentrata soprattutto sulle armi e le armature. Le Croci prese in esame sono state selezionate per lo svolgimento dell’attività didattica per le allieve del II anno di studi – PFP4 – AA. 2023-2024, scelte sulla base dello stato di conservazione e dei materiali costitutivi. Appartengono tutte a una produzione tre-quattrocentesca centro-italiana, ad eccezione del GR 14536, più avvicinabile a una manifattura più nordica, forse lombarda. Acquistate da Stibbert sul mercato antiquariale, sono chiaramente state oggetto di revisione e completamento per renderle più commercialmente appetibili. Questo rendeva le opere per noi particolarmente interessanti ai fini didattici, per quanto piuttosto difficili da affrontare al secondo anno di studi
Le cinque Croci sono realizzate per lo più in lamina di rame, sbalzata e cesellata, con qualche elemento di fusione. Le superfici sono state dorate ad amalgama di mercurio, anche se non mancano parti argentate (GR 14535 e soprattutto GR 14539). Tutte sono montate per mezzo di chiodi su una struttura lignea, non sempre antica (GR 14535 è di evidente sostituzione). In origine, queste Croci erano pensate per essere issate all’occorrenza su una lunga asta, rendendole adatte alla movimentazione durante le processioni
Le cinque opere erano in condizioni critiche, motivo per il quale sono state selezionate per la didattica. Per quanto i supporti lignei non presentassero problemi strutturali di particolare entità, le superfici metalliche erano largamente offuscate da copiosi depositi di natura pulverulenta, uniti a probabili residui di prodotti per la pulitura di tipo commerciale, impiegati in passato e concrezionati in particolar modo negli interstizi e nelle incisioni. Su alcune croci, la doratura è parzialmente caduta, in seguito alla corrosione della lega in rame, fenomeno che ha raggiunto i massimi livelli su GR 14538, ormai quasi totalmente priva dell’originaria finitura. Le lamine così esposte sono andate incontro a processi di ossidazione, con la formazione di prodotti di alterazione di colore verde. Nelle lamine metalliche sono diffuse fratture, strappi e lacune. Alcuni elementi sono stati integrati in passato, a volte riutilizzando lamine antiche, a volte rifacendole in stile. Le superfici sono quindi state patinate per renderle omogenee tra loro
Le Croci sono state sottoposte a smontaggio integrale, ovvero separando tutti gli elementi, così da distinguerli e rendere possibile il loro trattamento con tecniche e prodotti specifici. In tal modo si è anche avuto accesso alle strutture lignee, delle quali è stato verificato lo stato di conservazione, provvedendo alla loro pulitura, disinfestazione tramite antitarlo e limitati consolidamenti delle porzioni degradate.
Le parti metalliche sono state sottoposte a pulitura dopo attenta osservazione, per avere una chiara distinzione tra patine di alterazione e di degrado da eliminare e patinature artificiali, effettuate per mascherare integrazioni e uniformarle cromaticamente con le parti originali. Accanto a piccoli interventi di consolidamento delle fratture (condotti anche tramite saldatura a mezzo laser) e minime integrazioni strutturali, eseguite nel rispetto dei basilari principi di compatibilità dei materiali e riconoscibilità e ritrattabilità dell’intervento, sono anche stati effettuati alcuni ritocchi pittorici per accordare zone contrastanti. L’applicazione di un idoneo protettivo ha preceduto il rimontaggio finale
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