L’uomo è rappresentato in posizione supina, adagiato su un materasso foderato in seta con i palmi delle mani rivolti verso l’alto, la gamba sinistra piegata e la testa leggermente reclinata, poggiata su un sottile cuscino. Gli occhi sono aperti e la bocca, socchiusa, permette di intravedere i denti. La torsione del corpo, con i fianchi asimmetrici, risolve e valorizza l’intento didattico ed esplicativo dei due diversi livelli di muscolatura. Difatti, gli arti destri (braccio e gamba) mostrano il livello muscolare superficiale, mentre gli arti sinistri, quello profondo. Scorgiamo i vasi sanguigni, l’ossatura, i legamenti ed alcuni organi: cuore, reni, intestino e vescica, rappresentati verosimilmente rispetto ai colori anatomici reali (color avorio per le ossa, rosso per la muscolatura, bianco per le cartilagini). La verniciatura superficiale conferisce un aspetto “bagnato” al corpo, per imitare la realtà delle parti umide. Il cadavere è riprodotto nel modo più veritiero possibile, con accenti raccapriccianti, come ad esempio l’inserimento di vero nastro a chiusura della parte finale dell’intestino, come era in uso durante la dissezione del cadavere. La parte della figura visibile all’osservatore è ben lavorata e rifinita nei dettagli, mentre il retro dell’opera e le parti nascoste tra le pieghe del materasso si presentano più trascurate. Il modellato è meno curato, più grossolano nella forma e privo di verniciatura superficiale; sgocciolature di cera scivolano verso la parte bassa. Sotto il ginocchio destro, sotto le spalle e i gomiti sono presenti dei sostegni a forma di zeppe in cera, costruiti con ogni probabilità per rinforzare e rialzare gli arti nei punti di appoggio e di maggiore fragilità.
Intervento sulla scultura in cera
L’intervento di restauro è iniziato con una microaspirazione dell’opera e delle superfici di difficile accesso. Successivamente si è provveduto ad una pulitura per via umida mediante tensioattivo Tween 20 diluito al 3% in acqua deionizzata. In alcune aree è stato necessario assottigliare una verniciatura a gommalacca fortemente ingiallita, applicata durante i pregressi interventi di restauro, con alcool etilico diluito al 10% in acqua deionizzata. Bisogna specificare che la superficie dell’opera è stata molto manipolata; non restando nessuna traccia di una vernice originale si è potuto provvedere all’impiego dell’alcool.
L’intervento di restauro si è concentrato sulla progettazione e la realizzazione di una struttura di sostegno, applicata sul retro e sagomata perfettamente, che impedisse il procedere delle fessurazioni in atto e che assicurasse stabilità anche durante eventuali spostamenti.
Non potendo movimentare e soprattutto capovolgere l’opera, per poter osservare e lavorare sulla superficie tergale è stato sfruttato il tavolo da lavoro, provvisto di doghe smontabili singolarmente, già impiegato per il restauro della “Venerina” del Museo di Palazzo Poggi di Bologna, effettuato del 2010.
Il supporto definitivo è stato realizzato con due materiali diversi; la parte nascosta all’osservatore è in pasta epossidica addizionata di fibre di carbonio rifinita superficialmente con gelcoat. La parte che si sviluppa lungo le gambe dell’opera, visibile all’osservatore, è stata realizzata in plexiglas, in modo da renderla meno invasiva possibile.
Le fratture e fessure presenti sono state integrate mediante impasto di cera paraffina addizionato con cera microcristallina, opportunamente pigmentato con pigmenti in polvere allo stato di fusione. Le integrazioni delle piccole fessure sono state colmate mediante termocauterio, mentre per le ricostruzioni di parti mancanti è stata impiegata la tecnica a “tarsia”. Nel caso delle falangi, queste sono state realizzate a calco, mediante rifacimento in creta, calco in silicone per l’ottenimento del negativo e colaggio della cera all’interno dello stampo per la realizzazione del positivo. Una volta realizzate ex novo le falangi, sono state applicate mediante ausilio di collante e termocauterio.
Intervento sul materasso
Il materasso in seta ed il relativo cuscino beige versavano in mediocri condizioni conservative, molto sporchi a causa di un diffuso particellato pulviscolare e numerosi residui di cera. La seta, oltre ad aver perduto l’originale tonalità (originariamente era viola, colore rimasto inalterato soltanto sotto al cuscino, dove la luce non ha potuto alterare la cromia) si presenta depolimerizzata con una consistenza secca e rigida. Sono state rilevate numerose lacerazioni in senso di trama; nel lato breve del materasso, nella zona in prossimità della testa della scultura anatomica, erano presenti due ampie lacune di seta. Sull’opera erano diffuse macchie di varia natura su tutta la superficie.
L’intervento è consistito in una pulitura ad aria avvenuta per mezzo di microaspirazione. Le macchie sono state abbassate con una miscela di acqua e alcool (3:1). Le lacune, in seguito a nebulizzazione a ultrasuoni per distendere le fibre della seta gualcite, sono state integrate con taffetà di seta tinto opportunamente in laboratorio; il velo è stato inserito nelle lacune stesse e fissato ad ago con organzino di seta tramite punto tela e punto posato.
Infine il materasso ed il cuscino sono stati entrambi rivestiti da un velo di Lione (seta molto leggera) e fissati riproponendo e seguendo le deformazioni originali indotte dal peso della scultura anatomica. A questo punto le lacerazioni, che erano risultare troppo fragili per inserirvi direttamente un supporto, una volta coperte dal velo di Lione, sono state fissate con organzino di seta a punto posato.
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