Ambrogio Lorenzetti, Trittico di San Procolo, 1332, Le Gallerie degli Uffizi, Firenze

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: concluso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

Il Trittico di San Procolo è un dipinto a tempera e oro su tavola di Ambrogio Lorenzetti conservato nelle Gallerie degli Uffizi.
Databile al 1332, l’opera proviene dalla chiesa di San Procolo di Firenze. La Madonna con Bambino, al centro del Trittico, è stata “ricongiunta” ai vicini S. Nicola e S. Procolo solo nel 1959, grazie alla donazione di Bernard Berenson.
Il dipinto presenta al centro la Madonna col Bambino a mezza figura e ai lati i santi Nicola e Procolo. Nelle cuspidi si trovano San Giovanni evangelista, Cristo Redentore e San Giovanni Battista. Sulle aureole si leggono le seguenti scritte: su quella della Madonna AVE GRATIA PLENA DOMINUS TECUM; su quella di S. Nicola SANTUS NICCHOLAUS, su quella di S. Procolo SANTUS PROCHULUS.

Storia dei restauri
Le due tavole raffiguranti S. Nicola e S. Procolo sono profilate con dei listelli di legno che risalgono presumibilmente al precedente sistema espositivo, prima della acquisizione della parte centrale del trittico. La tavola raffigurante la Madonna, probabilmente ridotta nella parte inferiore, presenta una cornice intera, che non corrisponde a quella degli altri due pannelli, interrotta nel punto in cui dovevano essere originariamente inserite le colonnine e i capitelli. Si desume che anche la cornice che racchiude la Madonna dovesse essere interrotta all’altezza dei capitelli, e questo è ben visibile dalla fessurazione nella struttura lignea.
Il completamento della cornice, non originale, risale alla presentazione dell’opera a sé stante, nel periodo della sua esposizione alla proprietà Berenson.
Queste modifiche fanno parte della storia collezionistica dell’opera e sono state mantenute.
Nella ipotesi di un progetto di ricostruzione del trittico si potrebbe ipotizzare una eliminazione degli elementi aggiunti, in funzione di una valorizzazione delle parti originarie della struttura.

Tecnica esecutiva

La preparazione, eseguita in due stesure successive, risulta composta da gesso e colla e la tecnica pittorica, a tempera ad uovo, è caratteristica della qualità materica e della precisione esecutiva della pittura di Ambrogio Lorenzetti.
Le incisioni delimitano principalmente le aree da dorare dalle aree da dipingere e quindi riguardano il contorno delle figure, ma sono state usate anche per definire le linee principali del panneggio del manto della Madonna e dei santi. Sono ben distinguibili a luce radente e nella riflettografia IR grazie alla radio-opacità del materiale presente nei solchi.
Nella riflettografia IR il disegno presenta un tratto lineare senza pennellate acquerellate stese per rinforzare le ombre. Le linee incise sulle vesti erano funzionali al pittore per localizzare le pieghe dei panneggi, le cui definizioni nell’underdrawing erano state progressivamente nascoste dalla successione degli strati pittorici.
Non si notano modifiche rispetto alle successive stesure pittoriche, ma le campiture cromatiche sono più interne ai contorni segnati sull’oro; si pensa che questa sia una scelta dell’artista, ben distinguibile dalle zone dove si è invece verificato il distacco tra la materia pittorica e la lamina del metallo.
Dopo la brunitura l’oro è stato arricchito di incisioni per delimitare le aree esterne e quelle interne delle aureole, e di decorazioni con punzoni che utilizzano i molteplici moduli decorativi tipici del repertorio di Pietro e Ambrogio, organizzati in modo simmetrico. In alcuni casi l’incisione è utilizzata per conferire un diverso valore materico all’oro, in altri casi il colore a rilievo contribuisce a impreziosire la decorazione dei manti.
La qualità dei decori della mitria e del piviale, dei manti e delle vesti dei santi, realizzati sull’oro e sull’argento, prevede rilievi materici per evidenziare le gemme e moduli geometrici alternati per i motivi decorativi. Tali caratteristiche denotano l’altissima qualità e raffinatezza della pittura, caratteristiche della tecnica pittorica di Ambrogio Lorenzetti. La ricercatezza della trasparenza del velo della Madonna risulta parzialmente compromessa dalla discontinuità dello strato di vernice ingiallita sovrastante.

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