Progetto Giardino di Boboli, 2007-2009, Le Gallerie degli Uffizi, Firenze

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: in corso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

L’intervento di restauro ha impegnato il settore Lapideo dell’OPD  coN gli allievi della Scuola di Alta Formazione dell’Istituto. Si è trattato, infatti, di un cantiere scuola che ha previsto la scelta di un’opera con tipologie di degrado significative per poter istruire gli allievi sui più opportuni metodi di intervento.
Il restauro si è svolto all’interno del Giardino di Boboli e ha riguardato il campionamento per l’identificazione dei materiali presenti, la pulitura, la rimozione di elementi e materiali non pertinenti, lo smontaggio, la rimozione dei graffiti, l’applicazione di trattamenti di prevenzione da attacchi biologici, nonché la stesura del protettivo e il risarcimento di alcune lacune.

Arte Romana – Bacco, copia I secolo d.C. (con rifacimenti sette-ottocenteschi)
La scultura risalente al I secolo d.C., copia romana di un originale greco, è stata interessata da un’azione di rifacimento tra Sette e Ottocento.
L’impiego di marmi antichi all’interno del Giardino di Boboli era usuale già a metà del XVI secolo. Si deve però all’età lorenese il vero e proprio trionfo dell’antico in Giardino. Con Pietro Leopoldo e Ferdinando III si creano buona parte degli spazi attuali e si dedica particolare attenzione all’Emiciclo oltre l’Isola, preceduto dal Viale dei Cipressi, e al Teatro. L’intento era quello di organizzare in modo più aulico gli spazi e di dare ulteriore lustro al casato che, in questo modo, poteva esporre un numero maggiore di antichità, in alcuni casi conservate in precedenza agli Uffizi. In quel periodo, inoltre, si cercava la completezza degli oggetti e si andava a ricreare il perduto chiamando degli scultori che si occupassero di rifare tutte le parti mancanti agli originali rispettando il più possibile lo stile della figura.

Michelangelo Nacherino (attr.) – Andromeda
Il marmo si trova lungo il Viale dei Cipressi o Viottolone, luogo creato nel corso del Seicento e che dalla sommità della collina conduceva fino all’ampio spazio verso Porta Romana su cui venne creata artificialmente un’isola. Nel 1612 infatti cominciarono i lavori di sterro per creare il Viottolone, i Labirinti, le Ragnaie e le due Cerchiate che lo affiancavano. A completare gli spazi si alternavano lungo il percorso gruppi scultorei che alludono ai miti eroici o a giochi. L’originario progetto di collocazione delle sculture non ci è noto se non raramente nei documenti a causa dei cambi stessi di tematiche voluti dalle reggenti Maria Maddalena d’Austria e Cristina di Lorena per Ferdinando II.

Cristoforo Stati (attr.)- Giovane nudo seduto
Il marmo si trova nella posizione che noi oggi conosciamo dal 1815-1817, periodo in cui venne sistemata l’intera zona di ingresso di Annalena ad opera di Giuseppe Cacialli. La mancanza dell’oggetto tenuto nella mano sinistra ha determinato diverse problematiche attributive sul soggetto dell’opera e di conseguenza sull’autore poiché anche le descrizioni delle statue presenti a Boboli e redatte nel Settecento non ci aiutano ad identificarlo con precisione. La studiosa Litta Medri lo ha recentemente attribuito a Cristoforo Stati, formatosi a Firenze sul finire del Cinquecento e attivo anche a Roma, ravvisando delle similitudini con la restante produzione dell’artista per quanto riguarda la posa e la resa di alcuni dettagli come i capelli e le rocce.

Arte Romana – Senatore romano togato identificato con Scipione l’Africano, II sec. d.C. (con rifacimenti settecenteschi)
La scultura risalente al II secolo d.C. e identificata come Scipione l’Africano è stata oggetto di un intervento di completamento nel corso del Settecento.
È bene ricordare che già a metà del XVI secolo si era previsto l’impiego di marmi antichi all’interno del Giardino di Boboli. Questa volontà proseguì in epoca successiva fino ad arrivare all’età Lorenese dove si assiste ad un vero e proprio trionfo dell’antico in Giardino. Si deve infatti a Pietro Leopoldo e Ferdinando III il progetto degli spazi così come possiamo ammirarli oggi, dedicando particolare attenzione all’Emiciclo oltre l’Isola, preceduto dal Viale dei Cipressi, e al Teatro. La volontà era essenzialmente quella di un’organizzazione più aulica degli spazi che richiamasse la magniloquenza della famiglia e che, di fatto, permetteva di mostrare la grande presenza di antichità possedute dalla famiglia stessa e in parte esposta agli Uffizi.
Non deve perciò stupire che in un simile “disegno” si cercasse la completezza e numerosi scultori fossero chiamati a completare le sculture acefale o prive di alcune parti. Si trattava, infatti, di una pratica diffusissima già in periodi precedenti a quello Lorenese, ben prima di quella passione e amore nei confronti della frammentarietà dell’antico di cui si ammirava comunque la grandezza e che si deve essenzialmente all’Ottocento e al Romanticismo in particolare.

Arte Romana – Settimio Severo Imperatore Romano, II sec. d.C.
La scultura risalente al II secolo d.C. e raffigurante Settimio Severo rientra nel progetto avviato già a metà del XVI secolo e che prevedeva l’impiego dei marmi antichi all’interno del Giardino di Boboli.
Nel primo periodo, ossia da Cosimo I a Ferdinando I, non abbiamo molte informazioni relative all’arredo statuario del Giardino, ma si può immaginare che rispecchi l’uso del tempo di “arredare” con marmi antichi gli spazi, un po’ come accadeva a Roma presso i cardinali o le importanti famiglie nobiliari. Numerosi erano infatti i contatti tra Roma e Firenze, in particolar modo a livello artistico, da cui poter trarre spunto per un nuovo modo di abitare e vivere i giardini e gli spazi aperti.
In età Lorenese, invece, si deve a Pietro Leopoldo e Ferdinando III l’orchestrazione attuale degli spazi. L’utilizzo di pezzi antichi si concentra in particolare nell’Emiciclo oltre l’Isola, preceduto dal Viale dei Cipressi costellato ai lati da numerose sculture, e nel Teatro.
Le motivazioni che spinsero ad un simile intervento all’interno del Giardino vanno rintracciate essenzialmente nella volontà di riorganizzare tutto secondo modelli più aulici e adatti alla residenza granducale oltre che per la grande presenza di antichità conservate in origine in altri complessi, nei depositi e agli Uffizi, nonché acquistati sul mercato.

Tecnica esecutiva

Arte Romana – Bacco
La figura, realizzata a tutto tondo, è stata lavorata tradizionalmente con ferro e mazzuolo; l’uso del trapano è visibile nella capigliatura e sui grappoli d’uva sia antichi che di rifacimento. La parte antica, ossia il busto, la testa e le braccia, è stata ricavata da un monolite di marmo bianco probabilmente di provenienza orientale; la parte sette-ottocentesca, ossia le gambe, il puntello sinistro e il piedistallo, è stata realizzata con marmo ordinario di Carrara. Il basamento architettonico su cui poggia l’intera figura ha delle parti modanate, probabilmente realizzate mediante macchine, che incorniciano specchiature in marmo rosso proveniente da La Spezia e uno zoccolo rivestito in pietra serena.

Michelangelo Nacherino (attr.) – Andromeda
Si tratta di una scultura decorativa realizzata a tutto tondo da un unico blocco di marmo bianco con venature grigie proveniente da Carrara. È stato lavorato in modo tradizionale mediante ferro e mazzuolo. Per quanto riguarda il basamento, molto probabilmente le modanature sono state realizzate mediante delle macchine. Si tratta inoltre di un pezzo ottenuto assemblando il marmo bianco modanato di Carrara con specchiature di marmo rosso proveniente da La Spezia e uno zoccolo rivestito in pietra serena.

Cristoforo Stati (attr.)- Giovane nudo seduto
Si tratta di una scultura decorativa realizzata a tutto tondo con la lavorazione tradizionale di ferro e mazzuolo, strumenti di cui sono visibili tracce ad esempio sulla superficie del basamento. Il materiale adoperato è un monolite di marmo bianco presumibilmente di provenienza Apuana.

Arte Romana – Senatore romano togato identificato con Scipione l’Africano
La figura, a tutto tondo, è realizzata con una lavorazione tradizionale di ferro e mazzuolo, che vede l’impiego del trapano per alcune zone. Si tratta di un unico blocco di marco bianco (forse di provenienza greca), mentre i rifacimenti sono di marmo di Carrara con diffuse venature grigie.
La scultura è poggiata su un basamento rivestito di marmo bianco di Carrara con elementi modanati che incorniciano i quattro lati con specchiature in marmo rosso (breccia rossa appenninica proveniente da La Spezia). Lo zoccolo in basso è in pietra serena.

Arte Romana – Settimio Severo Imperatore Romano
La scultura è poggiata su un basamento rivestito di marmo bianco con elementi modanati che imitano una struttura architettonica interna, nella quale sono inserite le specchiature in marmo rosso di collemandina, in basso vi è una zoccolatura in pietra serena.
La figura, a tutto tondo, è realizzata con una lavorazione tradizionale di ferro e mazzuolo, e che vede l’impiego del trapano per i capelli e la barba.

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