Polittico Majorfi, tavolette lignee cerate, 1320 ca. Archivio di Stato di Firenze

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: concluso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

Il cosiddetto “Polittico Majorfi” è costituito da un insieme di sei tavolette cerate di fattura francese, realizzate intorno al 1320. Non si tratta di un polittico inteso come opera d’arte sacra (pala d’altare), ma di un insieme di documenti materiali di natura commerciale: il taccuino contiene le registrazioni dei conti di una Compagnia fiorentina di Calimala per l’acquisto di panni durante una fiera dello Campagne. Probabilmente rinvenute nel 1844 durante il restauro della casa torre di Camillo Majorfi, furono donate al Granduca Leopoldo II, che a sua volta nel 1848 regalò alla Galleria degli Uffizi. Nel 1858 le tavolette passarono all’Archivio di Stato di Firenze.
Le tavolette costituiscono un esempio fondamentale per lo studio della scrittura in volgare toscano.

 

Tecnica esecutiva

Le tavolette sono realizzate probabilmente in legno di faggio, impiegato maggiormente nel centro-sud Europa. Presentano una lieve incassatura, ottenuta per incisione del legno, riempita con un sottile strato di impasto ceroso di colore nero. In epoca pregressa la cornice lignea era dorata, come emerso dall’osservazione allo stereomicrocopio in cui appaiono evidenti residui di gesso e micro frammenti di oro.

La scrittura è incisa nel senso della larghezza e sembra che il polittico sia stato riutilizzato più volte, poiché la tavoletta n.2 presenta sul recto alcune tracce di scritte inferiori.

Il piatto anteriore (prima di copertina) presenta l’esterno in legno, con uno spessore maggiore al centro che ne conferisce una forma piramidale; al centro si trova un foro che serviva per riporre lo stilo per l’incisione. Il polittico è incompleto, poiché risulta mancante il piatto posteriore (quarta di copertina).

La rilegatura del polittico era costituita probabilmente da un dorso di pelle allumata. Nella pubblicazione di A. Petrucci, Le tavolette cerate fiorentine di casa Majorfi, 1965, è riportato l’impiego di pergamena, ma ad una attenta osservazione al microscopio sembra che i lembi pervenuti siano proprio di pelle trattata con allume di rocca, che nel sistema librario del periodo veniva usata per i sistemi di rilegatura mobili. Il dorso delle tavolette è ormai perduto, ma sono rimaste tracce dei lembi che dovevano abbracciare la prima e l’ultima pagina. Ciascuna tavoletta era unita all’altra da strisce di pelle (passanti sotto la cornice attraverso tagli) e restavano fissate sul legno grazie alla cera che le ricopriva.

La numerazione delle tavolette (dal n.1 al n.11), probabilmente eseguita al momento del ritrovamento del Polittico, è errata; la sequenza corretta (indicata nel testo di A. Petrucci) è la seguente: 1 – 2;3 – 6 ;7 – 10 ;11 – 8 ;9 – 5 ;4.

Sezione successiva