Pellicole fotografiche riproducenti il manoscritto leonardiano “Dell’Anatomia, Fogli B”, 1892-1898 ca. Museo Galileo di Firenze

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: in corso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

La ricerca, condotta nell’ambito della tesi dell’allieva Matilde Ticci, trae origine dalle necessità di restauro di un corpus di settantasette pellicole fotografiche su supporto in gelatina indurita, riproduzioni del manoscritto Dell’Anatomia B di Leonardo da Vinci, commissionate dagli artisti e studiosi Giovanni Piumati (1850-1915) e Theodor Sabachnikoff (1869-1927) a fine Ottocento, in seguito acquisiti dalla Regia Commissione Vinciana.

L’analisi della letteratura di settore, integrata con i risultati delle indagini diagnostiche, ha consentito di ascrivere i negativi ai cosiddetti ‘processi pellicolari’, ossia negativi ottenuti mediante il distacco (stripping) dell’emulsione dalla lastra originale in vetro, con lo scopo di ribaltare il verso dell’immagine. In questo modo si ottenevano intermedi usati per impressionare matrici fotomeccaniche.  Le pellicole oggetto di tesi, parte di un fondo di circa seimila negativi, sono state utilizzate per realizzare una delle edizioni facsimilari dei manoscritti di Leonardo promosse dalla Regia Commissione Vinciana, fondamentali per lo studio del maestro lungo tutto il Novecento. La distinzione fra negativi fotografici convenzionali e intermedi negativi è semplice: sui primi, l’immagine osservata dal lato dell’emulsione risulta specchiata, mentre negli intermedi per fotomeccanica l’immagine mantiene il corretto senso di lettura. La limitata diffusione cronologica e le difficoltà di identificazione materiale ne hanno finora ostacolato un adeguato approfondimento critico.

Tecnica esecutiva

I negativi per uso fotomeccanico venivano ottenuti tramite tecniche di stripping, ossia il distacco e il ribaltamento dell’emulsione su un nuovo supporto in vetro o gelatina o nitrato di cellulosa. Nel caso delle pellicole oggetto di tesi, l’emulsione alla gelatina e sali d’argento è stata rovesciata su supporti in gelatina indurita. Sono inoltre presenti uno strato superficiale di collodio, necessario per le operazioni di stripping, oltre a mascherature a inchiostro e pigmento, funzionali alla resa dell’immagine finale. Le cartelle in carta sono manoscritte con inchiostro e matita nera, e presentano timbri.

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