Marc’Antonio Merlini, Reliquiario di Sant’Antonio da Padova, 1681-1684, Museo di San Lorenzo, Firenze

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: concluso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

Il monumentale reliquiario fu commissionato da Cosimo III Medici per conservare le reliquie di Sant’Antonio da Padova, cui il granduca era molto devoto. Il lavoro fu commissionato all’orafo di corte Marc’Antonio Merlini, figlio di Cosimo Merlini, già ampiamente attivo presso le botteghe granducali. Inizialmente collocato nella Cappella Reale di Palazzo Pitti, venne trasferito nella Cappella delle Reliquie della basilica di San Lorenzo nel 1785. Interamente realizzato in argento, risente stilisticamente della lezione di Pietro da Cortona e del Barocco romano, cui Marc’Antonio dovette essere esposto tramite l’Accademia Medicea di Roma, voluta da Cosimo III e attiva dal 1673 al 1686, proprio gli anni di esecuzione dell’opera in questione.

Tecnica esecutiva

Il reliquiario è interamente realizzato in argento, prevalentemente per fusione, ma anche in lamina, ad alto titolo (928/1000). Il basamento, apparentemente composto da lamine sbalzate, è in realtà ottenuto per fusione, come evidenziato dai segni lasciati all’interno dalla sovrapposizione delle lastre di cera e dai segni di lavorazione di quest’ultima. Le varie parti sono state saldate tra loro a fuoco, fermandole temporaneamente tramite cuciture in filo d’argento, in seguito eliminato sulle superfici esterne, mentre è stato lasciato su quelle interne. Anche gli angeli sono ottenuti per fusione di parti separate, poi unite tramite saldatura forte in argento. I rami fioriti sono invece realizzati in lamina.

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