Manifattura francese e toscana, Gruccia di San Giovanni Gualberto, XIV-XVI sec., Museo di Arte Sacra dell’Abbazia, Vallombrosa, Reggello

Un manufatto polimaterico raro e affascinante, in precario stato di conservazione, che ha richiesto un attento lavoro di ricollocazione delle tessere cadute, arricchendo l’esperienza del laboratorio nel campo dei materiali eburnei

  • : Intervento di restauro
  • Stato attività: concluso

Dati

Informazioni sull’attività

Informazioni sull’opera

Informazioni storico-descrittive

Il pastorale con terminazione a croce commissa (priva del braccio superiore) era un tipo molto diffuso nell’alto Medioevo, utilizzato fino al XIII secolo, progressivamente sostituito dal più comune tipo con terminazione a voluta. La tipologia a Tau è comunque oggi ancora in uso dai vescovi di rito orientale. L’impugnatura era generalmente in cristallo di rocca o in avorio.

L’opera proviene dall’Abbazia di Vallombrosa (consacrata nel 1058), casa madre della Congregazione Vallombrosana fondata da Giovanni Gualberto nel 1036 nell’ambito della regola benedettina, da lui riformata in quella che verrà chiamata in seguito ‘regola vallombrosana’. Il pastorale è tradizionalmente definito ‘gruccia di san Giovanni Gualberto’, anche se il fondatore dell’ordine morì nel 1073, ben prima dell’epoca di realizzazione del manufatto, che risulta essere un prodotto composito di manifattura franco-toscana tra il XIV e il XVI secolo.

Tecnica esecutiva

Il pastorale è composto da una tarsia in avorio, osso e corno ovino e caprino su struttura lignea esagonale. Tutti gli elementi della tarsia sono fissati al supporto per mezzo di colla animale. Gli elementi eburnei posti sugli spigoli delle facce del bastone sono stati tinti di verde, presumibilmente con sali di rame. Alle due estremità e nella parte centrale del bastone sono presenti tre rocchetti in argento dorato, impreziositi da smalti traslucidi e opachi. L’impugnatura in avorio elefantino è scolpita con due teste leonine divergenti.

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