Il Portrait Crayon (ritratto su carta fotografica alla gelatina e sali d’argento ingrandita e fortemente ritoccata) è stato ritrovato e donato al Museo Archeologico Nazionale di Firenze in occasione della mostra “La collezione dei conti Passerini, Patrizi di Firenze e Cortona” (2020).
Il Portrait Crayon, tecnica di ritrattistica in voga tra fine Ottocento e inizio Novecento, consiste nella realizzazione di un ingrandimento fotografico su carta baritata alla gelatina ai sali d’argento matt, fortemente ritoccato tramite pastelli e gouache, oppure a carboncino.
Il prortait crayon oggetto di restauro è stato realizzato dalla ditta Alinari di Firenze, come si deduce dalla firma manoscritta “F.lli Alinari” apposta sulla fotografia a pennello con colore bianco a corpo.
Il ritratto originario, di formato inferiore, da cui è stato tratto il negativo da ingrandire, doveva essere già stato a sua volta ritoccato, se non realizzato direttamente a matita e carboncino, in uno stile che oggi definiremmo iperrealista.
Gli interventi di ritocco a gouache e pastelli, eseguiti presso l’Atelier Alinari sono osservabili facilmente a luce radente. La giacca, in particolare, risulta fortemente artefatta, come evidenzia l’asimmetria del collo. Questa, insieme alla camicia a collo alto che esce appena dalla cravatta scura, ancora a foulard, trattenuta da una spilla, è riconducibile alla moda maschile europea in voga negli anni Quaranta dell’Ottocento, come ha ricostruito Giacinto Cambini, del Settore Tessili dell’Opificio delle Pietre Dure.
Il ritratto è montato in passe-partout ovale di cartone in pasta legno con rivestimento in carta chamois. Lo svaso dell’ovale presenta una filettatura bianca, realizzata a pennello con colore a corpo. La fotografia è interamente adesa sul verso della finestra del passepartout. Il fondo è in cartone di pasta legno.
La cornice lignea è sbalzata e decorata con oro a missione. Sono presenti ridipinture in oro.
La cornice lignea, priva di vetro, mostrava depositi superficiali incoerenti e coerenti, fori da sfarfallamento e rosura.
Il passe partout in cartone in pasta legno era affetto da depositi pulverulenti, macchie ossidative, leggeri ingiallimenti, segni superficiali dovuti a sfregamento. Il fondo in cartone in pasta legno, fortemente ossidato, imbrunito e con lievi deformazioni, è risultato acido e inadatto al riutilizzo.
La fotografia, invece, non mostrava segni d’infestazione, ma depositi superficiali coerenti e incoerenti, deiezioni di insetti, piccole macchie ossidative compatibili con foxing, leggere abrasioni superficiali e trascurabili perdite del colore originale dovute a sfregamento. Sul verso si notavano abrasioni, ingiallimento, foxing, ampie tracce di ossidazione, che interessavano anche la finestra del passe partout su cui la fotografia è adesa, oltre a due segni di sfondamento.
Microscopia ottica e Dino-Lite all’interno del Settore
L’intervento conservativo ha interessato sia la cornice, sia la fotografia. Poiché sulla cornice è stata trovata rosura di tarli è stato eseguito un trattamento anossico di disinfestazione. La cornice è stata mantenuta in atmosfera modificata per quattro settimane (intervento e monitoraggio effettuato presso il Settore falegnameria da Andrea Santacesarea). A seguire, sono state effettuate le operazioni di depolveratura tramite microaspirazione, la rimozione puntuale a bisturi dei depositi coerenti, il riempimento dei fori di tarlo con cera.
La finestra del passe-partout e la fotografia non sono state oggetto di trattamento anossico e non si è proceduto con la separazione, data la complessiva stabilità planare e la volontà di eseguire un intervento minimamente invasivo. Si è invece proceduto con una microaspirazione, la pulitura puntuale tramite bisturi per entrambe. Per quanto riguarda il Portrait Crayon, è stato effettuato il consolidamento dei tagli e delle abrasioni sul verso con Klucel G in alcol etilico al 5% ed infine, sul recto, un abbassamento tonale delle macchie brune con acquarelli Schmincke e polveri di pastello Rembrandt. Il passe partout è stato ulteriormente pulito a secco con polvere di gomma Aka Wipe, poi rimossa a pennello e microaspirazione, mentre il cartone di fondo in pasta legno, fortemente ossidato e deformato, è stato rimosso e sostituito con un cartone da conservazione Canson.
L’opera è stata rimontata nella cornice originale con un nuovo vetro.
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