Le tavolette sono realizzate probabilmente in legno di faggio, impiegato maggiormente nel centro-sud Europa. Presentano una lieve incassatura, ottenuta per incisione del legno, riempita con un sottile strato di impasto ceroso di colore nero. In epoca pregressa la cornice lignea era dorata, come emerso dall’osservazione allo stereomicrocopio in cui appaiono evidenti residui di gesso e micro frammenti di oro.
La scrittura è incisa nel senso della larghezza e sembra che il polittico sia stato riutilizzato più volte, poiché la tavoletta n.2 presenta sul recto alcune tracce di scritte inferiori.
Il piatto anteriore (prima di copertina) presenta l’esterno in legno, con uno spessore maggiore al centro che ne conferisce una forma piramidale; al centro si trova un foro che serviva per riporre lo stilo per l’incisione. Il polittico è incompleto, poiché risulta mancante il piatto posteriore (quarta di copertina).
La rilegatura del polittico era costituita probabilmente da un dorso di pelle allumata. Nella pubblicazione di A. Petrucci, Le tavolette cerate fiorentine di casa Majorfi, 1965, è riportato l’impiego di pergamena, ma ad una attenta osservazione al microscopio sembra che i lembi pervenuti siano proprio di pelle trattata con allume di rocca, che nel sistema librario del periodo veniva usata per i sistemi di rilegatura mobili. Il dorso delle tavolette è ormai perduto, ma sono rimaste tracce dei lembi che dovevano abbracciare la prima e l’ultima pagina. Ciascuna tavoletta era unita all’altra da strisce di pelle (passanti sotto la cornice attraverso tagli) e restavano fissate sul legno grazie alla cera che le ricopriva.
La numerazione delle tavolette (dal n.1 al n.11), probabilmente eseguita al momento del ritrovamento del Polittico, è errata; la sequenza corretta (indicata nel testo di A. Petrucci) è la seguente: 1 – 2;3 – 6 ;7 – 10 ;11 – 8 ;9 – 5 ;4.
Lo stato in cera era in pessimo stato di conservazione a causa dei numerosi sollevamenti e distacchi, soggetti a rischio di caduta e localizzati prevalentemente lungo i margini delle lacune. La cera presentava inoltre un diffuso craquelé su tutta la superficie, provocato dal contrasto tra le naturali movimentazioni del legno e la cristallizzazione cui va incontro la materia con l’invecchiamento nel tempo.
Rispetto alla documentazione fotografica presente nel testo di A. Petrucci, le lacune della cera sono aumentate.
La tavoletta contrassegnata con il numero 8;9 era l’unica soggetta ad un pregresso attacchi di insetti xilofagi, probabilmente tarli.
Analisi effettuate da Simone Porcinai, Andrea Cagnini e Monica Galeotti (S2526_01 e S2526_02).
Le tavolette sono state analizzate mediante Spettroscopia FT-IR (in riflessione) portatile, dalla quale è emerso che il materiale bianco presente sia sulla cornice lignea, che all’interno dello scasso in una lacuna (quindi sottostante allo strato di cera), risulta gesso.
L’osservazione allo stereomicroscopio ha evidenziato la presenza di numerosi micro frammenti di oro.
L’intervento si è concentrato sul consolidamento della cera distaccata con il polimero termoplastico Aquazol in acetone, per l’ottima stabilità e la capacità di penetrazione.
Il consolidamento è avvenuto con l’ausilio di microscopio mediante una prima applicazione a pennello di Aquazol 200 al 3% per permettere una migliore penetrazione, seguita da una seconda con Aquazol 500 al 5% nelle fessure e nei distacchi di maggiore entità, al fine di “colmare” tali aperture.
Una volta steso il consolidante, è stato applicato un pesino (previa interposizione di melinex) per favorire la riadesione della cera sollevata e lievemente deformata.
La tavoletta n.8;9 è stata consolidata nella parte lignea in corrispondenza dei fori di tarlo con Regalrez 1126 in Shellsol. In seguito, i fori di tarlo sono stati sigillati con cera pigmentata a tono del colore del legno.
Su tutte le tavolette sono state realizzate micro stuccature contenitive in cera lungo i margini delle lacune, per assicurare una migliore adesione al supporto ligneo. La cera impiegata è costituita da una miscela di paraffina e cera microcristallina Cosmolloid (70:30), pigmentata con cere Gamblin (pigmented wax resin Gamblin).
A.Petrucci, Le tavolette cerate fiorentine di casa Majorfi, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1965.
Il Polittico Majorfi è stato esposto alla mostra “Con gli occhi di Dante” presso l’Accademia Nazionale dei Lincei a Roma, dal 26/03/2022 al 25/06/2022.
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