Al termine dell’intervento, i cofanetti hanno recuperato la piena leggibilità delle proprie qualità estetiche, connesse al sapiente abbinamento di materiali nobili, prima gravemente offuscati dal degrado.
Settore Mosaico e commesso in pietre dure: Ilaria Pennati (direttore tecnico), Federica Cappelli, Luca Rocchi
Settore Bronzi e armi antiche: Laura Speranza (direttore), Veronica Collina, Merj Nesi (restauratori esterni OPD), Anita Bressan, Simone Di Virgilio, Caterina Donati, Roberta Mangiola, Giovanni Rotondi (allievi SAFS)
Settore Oreficerie: Riccardo Gennaioli (direttore), Cinzia Ortolani (direttore tecnico), Paolo Belluzzo e Mari Yanagishita (restauratore esterno OPD)
Settore Dipinti su tela e tavola: Sandra Rossi (direttore), Andrea Santacesaria per la collaborazione delle attività di consolidamento del legno
La coppia di cofanetti appartiene ad una raffinata tipologia di oggetti d’arredo polimaterici, commissionati per custodire le gioie di facoltose gentildonne. Benché i due scrigni presentino talune differenze, entrambi sono costituiti da una scatola a forma di parallelepipedo, rialzata su quattro piedini decorati, e da un coperchio che si sviluppa secondo una piramide a gradoni. All’interno del blocco inferiore si trova un ampio vano, rivestito in tessuto e carta, ideale per deporvi monili e piccole suppellettili e provvisto di meccanismo di serratura di cui si conserva ancora la chiave; sollevando il coperchio, l’anta inferiore mostra uno specchio ivi applicato. Sul lato opposto del coperchio, si può notare un ulteriore scomparto richiudibile ricavato nel gradone superiore, ove si apre uno sportelletto ribaltabile mostrando un altro piccolo specchio sul lato interno dell’anta.
La struttura di entrambi i cofanetti è in legno, con impiallacciatura in essenza di pero patinato per simulare l’aspetto dell’ebano ed alcune semplici cornici intagliate in ebano; al centro di ciascun prospetto sono applicati dei riquadri in tartaruga, sormontati da racemi in bronzo dorato da cui affiorano fruttini in pietra dura; le restanti superfici sono impreziosite da altri rametti e da gemme incastonate.
Tali opere mostravano una cospicua presenza di depositi coerenti su tutte le superfici ed un effetto maculato in particolare sulle superfici lignee, imputabile alla disomogenea opacizzazione del trattamento protettivo. Fessure e disconnessioni interessavano le porzioni lignee presso gli spigoli delle cassette, nonché i castoni, che necessitavano di un accurato intervento di fissaggio. Alcune applicazioni metalliche erano disancorate dalla propria sede, mentre si riscontravano altre criticità sulle lamine in tartaruga, sugli specchi e sui rivestimenti in tessuto e carta. Per quanto concerne i fruttini in pietra dura, essi erano in gran parte lacunosi o instabili o completamente disgiunti dal proprio alloggiamento; ben quindici elementi, infatti, staccatisi nel tempo dal supporto e tutti privi del perno di ancoraggio, erano pervenuti in posizione erratica e attendevano di essere ricontestualizzati.
Le indagini diagnostiche, congiuntamente all’osservazione autoptica, hanno consentito di approfondire aspetti interessanti sulla tecnica esecutiva e sui pregressi restauri dei pregiati manufatti
In via prioritaria, per ciascun cofanetto è stato redatto un accurato rilievo grafico con individuazione di tutte le aree d’intervento. Dopo aver catalogato i fruttini in pietra dura, ne è stata verificata la corrispondenza fra gli elementi erratici e le sedi vacanti, pervenendo alla collocazione originaria. Essi sono stati poi ricongiunti alla rispettiva sede mediante ancoraggio meccanico e adesivo reversibile; laddove il perno risultava mancante, sono stati realizzati nuovi perni in ottone. Gli altri fruttini instabili sono stati opportunamente bloccati al supporto, così come tutti i numerosi castoni in via di distacco. Al consolidamento delle porzioni lignee angolari sono seguite le impegnative operazioni di pulitura, volte ad asportare le tracce dei collanti ormai cristallizzati e dei vecchi protettivi opacizzati. Al termine dell’intervento, i cofanetti hanno recuperato la piena leggibilità delle proprie qualità estetiche, connesse al sapiente abbinamento di materiali nobili, prima gravemente offuscati dal degrado.
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