La Madonna col Bambino attribuita al Maestro della Madonna Piccolomini, presente sul mercato antiquario, è entrata a far parte della collezione Bardini.
Si tratta di una lastra marmorea in altorilievo in cui la Vergine – che contempla con tenerazza il bambino Gesù – poggiano su una balaustra decorata con festoni di frutta e fiori, con al uno scudo con stemma araldico che reca un cane. Le figure sono racchiuse entro una cornice modanata, strutturata per poter essere inserita in una cornice in legno che è documentata fotograficamente.
Il rilievo ha subito diverse modifiche.
Rilievo in marmo scolpito e dorato in alcune parti. Sono state anche rinvenute tracce di colore blu.
Il rilievo presentava un’alterazione cromatica dovuta sia alla presenza di depositi di sporco superficiale, sia a residui di trattamenti di patinatura, oltre a segni di lapis e residui di gesso. Vi era inoltre uno strato consistente di colla organica (pece greca oleo resinosa) sia sul fronte che sul retro, nonché cere stese per tentare di uniformare visivamente le integrazioni subite dalla scultura. Inoltre erano presenti macchie dovute all’ossidazione delle grappe in ferro e un gancio inseriti per appendere il rilievo nonché per reggere i diversi pezzi in cui è diviso, in virtù di una frattura che interessa la zona centrale.
La frattura e alcune aree scheggiate sono state integrate con stuccature e limando i bordi per superare i dislivelli.
Sull’aureola della Madonna era visibile un tassello, probabilmente un test di pulitura, che ha rimosso la foglia d’oro sottostante provocando una lacuna.
Il rilievo è stato trattato con protettivi a base di colofonia e cera nonché colla applicata a caldo. Diverse stuccature sono presenti per colmare le lacune presenti. In alcuni dei fori riempiti con malta è stato trovato del piombo.
Sono state effettuati alcuni micro-prelievi per indagare la tecnica di doratura:
Le analisi hanno mostrato la presenza di una foglia d’oro, piombo e silicio così come un residuo rossastro a base di bianco di piombo e terre che potrebbe essere interpretato come uno strato di preparazione. È stato prelevato un micro campione sotto l’incavo della guancia sinistra della Vergine che indicava la presenza di lapislazzuli.
L’intervento di pulitura, a seguito da un’eliminazione con i pennelli del particolato superficiale, ha consistito nell’applicazione di impacchi di una soluzione acquosa con tensioattivo al 2% e, nelle aree interessate da sostanze organiche (probabili colla) tamponi di cotone imbevuti in acetone e alcol al 50%.
I materiali quali malte cementizie o gesso sono stati eliminati. I fori usati in passato per appuntare gli ornamenti votivi, rinvenuti sotto dei perni in bronzo coperti da stuccature, sono stati liberati.
Isidoro Castello, Il restauro della Madonna col Bambino. Il colore ritrovato, in “OPD. Restauro”, 22, 2010, pp. 261-268.
Sul Maestro della Madonna Piccolomini si vedano:
F. Negri Arnoldi, Sul Maestro della Madonna Piccolomini, in “Commentari”, XIV, 1963, pp. 8–16.
M. Salmi, Il palazzo e la collezione Chigi-Saracini, Siena, 1967, pp. 230-232.
G. Gentilini, Maestro della Madonna Piccolomini, in La Scultura. Bozzetti in terracotta, piccoli marmi e altre sculture dal XIV al XX secolo, Firenze 1989, pp. 80-97.
Collezione Chigi-Saracini nel Palazzo di Siena: inventario generale, a cura di Miriam Fileti Mazza e Giovanna Gaeta Bertelà, II voll., Firenze 2005, in corso di ampliamento.
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