L’intervento avviato nel 2005 ha previsto il recupero della morbidezza e della flessibilità del tessuto, attraverso la rimozione della fodera e la pulitura per immersione in acqua, e il consolidamento strutturale dell’opera secondo il metodo integrativo.
L’arazzo fa parte della serie denominata “Serie Blu” del Museo del Tesoro del Duomo di Vigevano, donata nel 1534 da Francesco II Sforza, Duca di Milano, alla chiesa ducale di Sant’Ambrogio di Vigevano. Francesco II Sforza l’aveva acquistata nelle Fiandre nel periodo di grande splendore dell’arte dell’arazzo, durante il quale si manifestarono profondi cambiamenti stilistici degli arazzi fiamminghi che abbandonarono lo stile tardo-gotico in favore di un linguaggio più plastico.
Attualmente la serie è composta di sette arazzi, ma in origine i panni erano in numero superiore e venivano regolarmente utilizzati per la decorazione del Duomo durante le solennità maggiori.
Essi costituiscono una documentazione, decisamente rara in Italia, della produzione di Bruxelles negli anni precedenti al 1520, quando le manifatture della città avevano assunto un ruolo egemone per la qualità degli arazzi, ormai ricercati dai monarchi di tutta Europa.
Il restauro è iniziato nel 2005 con la rimozione della fodera e la pulitura per immersione in acqua dell’arazzo che ha permesso la rimozione della polvere e dello sporco ottenendo il recupero della morbidezza e della flessibilità del tessuto altrimenti rigido e offuscato.
Il consolidamento strutturale è stato effettuato secondo il metodo integrativo che prevede il risarcimento delle parti degradate attraverso l’inserzione di nuove trame di restauro e dove necessario degli orditi mancanti; in alcuni casi il risarcimento è avvenuto tramite la ritessitura “sottotono” che ha funzione di collegamento sia cromatico che materico delle zone altamente degradate in cui la continuità disegnativa è compromessa.
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