Una cassetta reliquario di legno di noce massello scavato dal lato inferiore e superiore, sul quale è incassata, sulla faccia superiore, una lastra di granito verde della sedia di San Lorenzo, circondata da una lamina di argento inciso a cesello e niellata, tirata a martello e sagomata come se fosse un coperchio, coprendo anche gli spigoli dei lati verticali della cassetta. Su questo elemento si trovano incisioni niellate.
I lati verticali sono coperti da placchette di argento dorato sbalzato e cesellato raffiguranti Cristo, San Geminiano, San Nicola, Maria, due sante, e i dodici Apostoli, all’interno degli sbalzi c’è un riempitivo ceroso caricato con calcite.
Sul registro inferiore si trova un’altra lamina d’argento come quella superiore. Sulla faccia inferiore della cassetta è inchiodata una lamina di rame inciso e dorato. Ai quattro angoli della faccia inferiore si trovano inchiodati con chiodi di ferro molto grandi quattro piedi di argento fuso, parzialmente dorato, niellato e cesellato raffiguranti protromi maschili sostenuti da una zampa di felino.
All’interno la cassetta è cava e sulla faccia inferiore si apre uno sportellino chiuso da una serratura, a fianco dello sportellino è scavata una sede per la chiave che tuttavia è mancante. La serratura è di ferro, come anche i cardini dello sportellino.
Le lamine sono in alcuni punti molto usurate e consunte, alcuni frammenti decorsi; il niello avendo sede poco profonda è a rischio di caduta; il ferro dei chiodi e della serratura è molto ossidato e potrebbe creare problemi alla struttura; il marmo è in buone condizioni di conservazione come anche il legno, esclusa la zona dello sportellino, parzialmente bruciata.
Tra le cause di degrado, oltre all’usura, sono da segnalare le operazioni compiute nel corso degli interventi pregressi, quali: inserimento dei piedi con chiodi di ferro; apertura e scassinamento della pietra per scoprire il vano superiore delle reliquie, е conseguente taglio dell’argento; apertura del vano inferiore; reiteriate puliture con materiali non idonei.
Il restauro dell’Altarolo di San Geminiano ha interessato l’assetto strutturale e ha previsto la rimozione degli interventi precedenti. La struttura lignea è stata consolidata ed esaminata prima dello smontaggio (effettuato soltanto parzialmente) tramite indagine diagnostica con tomografia computerizzata (TAC).
Il restauro è stato completato con l’operazione di pulitura e di consolidamento delle lamine metalliche.
A. Peroni, L’Altarolo portatile di San Geminano, in Romanica, a cura di A. Peroni e F. Piccinini, Panini Editore, 2006, Modena;
A. Peroni, L’Altarolo di San Geminiano, e Il Restauro, di M. Cappellina, in Ori argenti gemme, a cura di C. Innocenti, Mandragora, 2007, Firenze.
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