Data evento Dal 14 Febbraio 2023 alle 0:00 al 14 Maggio 2023 alle 0:00
Caring for Art. Restauri in mostra è la nuova iniziativa promossa dall’Opificio delle Pietre Dure per far conoscere al grande pubblico il lavoro degli undici settori di restauro dell’Istituto fiorentino, costantemente impegnato nella conservazione del ricco patrimonio artistico italiano e non solo.
Opere selezionate che sono state oggetto di importanti interventi conservativi presso l’OPD saranno temporaneamente esposte al Museo dell’Opificio con cadenza trimestrale, dove potranno essere ammirate subito dopo il restauro, prima di fare ritorno nei loro luoghi di provenienza.
«Il Museo, che espone esemplari straordinari dell’antica manifattura medicea si apre così», nelle parole di Emanuela Daffra, Soprintendente dell’OPD, «alle attività che sono il cuore del moderno Opificio».
Un apparato didattico guiderà i visitatori alla scoperta di questi lavori, fornendo indicazioni sulla storia e l’ambito artistico di appartenenza, e descrivendo le diverse fasi del restauro.
Tre gli appuntamenti previsti per questo primo ciclo, che sarà inaugurato il 14 febbraio 2023 con la mostra Preziosi scrigni dedicata a due rari cofanetti in avorio del tesoro del Duomo di Sant’Andrea a Veroli (Frosinone), il cui restauro è stato curato dal Settore oreficerie e dal Settore mosaico e commesso fiorentino dell’OPD.
I due cofanetti appartengono alla produzione siculo-normanna, che doveva avere il suo principale luogo di fabbricazione a Palermo in un periodo storico abbastanza limitato (XII-XIII secolo). Tali preziosi oggetti, nati per uso profano, sono sopravvissuti grazie alla frequente trasformazione che ne venne fatta in reliquiari, come nel caso degli esemplari di Veroli. Questi provengono dall’importante abbazia di Casamari, in provincia di Frosinone, dove vengono già citati in un documento della metà del Seicento.
Le due opere sono costituite da una struttura in legno, rivestita da placche d’avorio, di spessore variabile tra 1 e 2 mm, impreziosite da una decorazione figurata e astratta policroma e dorata: vi campeggiano scene suggestive, popolate di pavoni, altri uccelli e animali esotici, frammiste ad arabeschi, iscrizioni beneaugurali in arabo (“prosperità” si legge, ripetuto otto volte, sulla battuta del coperchio del cofanetto più grande), figure di cavalieri e di santi.
Complesso si è rivelato l’intervento di restauro di queste particolari opere a causa del carattere polimaterico, della tecnica costruttiva e dell’uso che nel tempo ne è stato fatto. In particolare, le condizioni del cofanetto di maggiori dimensioni hanno richiesto un accurato studio sperimentale sulle modalità di recupero della planarità delle lastrine di avorio che lo rivestono. Inoltre le tecniche diagnostiche abitualmente utilizzate per le superfici pittoriche sono state applicate per identificare le tracce, quasi del tutto illeggibili, lasciate da un pigmento sull’avorio, fornendo numerosi spunti di riflessione e di approfondimento sull’origine e sulla destinazione di questi preziosi oggetti.
Opificio delle Pietre Dure, Settore restauro Oreficerie e Settore restauro Mosaico e commesso fiorentino
Direzione lavori: Sandra Rossi, Anna Patera
Direzione tecnica: Paolo Belluzzo, Ilaria Pennati
Esecuzione: Paolo Belluzzo, Ilaria Pennati
Diagnostica e analisi: Andrea Cagnini, Sandra Cassi, Monica Galeotti, Carlo Lalli, Simone Porcinai, Isetta Tosini con Raffaella Fontana, Alice Dal Fovo, Marco Raffaelli (INO-CNR)
Alta sorveglianza: SABAP per le province di Frosinone e Latina, Lorenzo Riccardi
lunedì-sabato 8.15-14.00
La tariffa d’accesso è compresa nel costo del biglietto di ingresso al Museo (intero 4 €, ridotto 2 €)
Museo dell’Opificio delle Pietre Dure – Via degli Alfani 78 – Firenze