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SUMMARY:Farsi forma. Il restauro di cinque vasi etruschi del Museo Guarnacci di Volterra
DESCRIPTION:Per la rassegna Caring for Art. Restauri in mostra\, promossa dall’Opificio delle Pietre Dure per far conoscere il lavoro degli undici settori di restauro dell’Istituto fiorentino con l’esposizione di alcune opere a restauro concluso prima che siano restituite alle proprietà\, dal 17 marzo 2026 saranno esposti nel Museo dell’OPD cinque vasi etruschi del Museo archeologico Mario Guarnacci di Volterra. \nSi espone una selezione di vasi significativi per la loro qualità e per i restauri eseguiti\, parte di un gruppo di reperti giunti in OPD per essere restaurati\, sulla base di un proficuo accordo di studio\, conservazione e valorizzazione con il Museo Guarnacci. \nTutti gli oggetti esposti provengono dalle necropoli ellenistiche di Volterra e sono ascrivibili a due diverse produzioni etrusche di IV-III sec. a.C.: la ceramica a vernice nera appartenente al «Gruppo di Malacena» e la ceramica etrusca a figure rosse. La prima classe è rappresentata da due magnifici crateri a calice di particolare pregio per la vernice nero-bluastra lucente e per le raffinate decorazioni plastiche; tra i vasi a figure rosse sono stati selezionati una interessante kylix attribuita al “Maestro dei Tondi”\, la cui produzione – inizialmente ritenuta chiusina – è oggi dagli studiosi più convintamente assegnata ad ambito volterrano; una kelebe – tipica forma etrusca – del “Gruppo Volaterrae” ed una oinochoe la cui decorazione figurata mostra chiaramente influssi dalle coeve produzioni campane. \nIl restauro è iniziato dalle studentesse del PFP 4 della Scuola di Alta Formazione e Studio dell’OPD\, che hanno eseguito la pulitura\, lo smontaggio e incollaggio e le integrazioni di alcuni esemplari. L’intervento è stato ultimato dalle restauratrici del Settore materiali ceramici\, plastici e vitrei\, con il restauro completo di tutti i vasi\, le integrazioni plastiche e il ritocco pittorico. \nCome per tutti i lavori dell’Opificio\, anche questo restauro nasce da riflessioni che saranno di riferimento per futuri interventi da eseguire su vasi antichi figurati e a vernice nera provenienti da importanti contesti collezionistici\, come nel caso delle antiche collezioni del Museo Guarnacci\, formate a partire dalla seconda metà del Settecento. \nIn particolare\, come spiega il titolo\, l’intervento ha inteso “dare forma” compiuta ai vasi\, conservando l’aspetto storicizzato che avevano assunto con i precedenti interventi. Si è perciò intervenuti sia nella ricomposizione filologica dell’intero\, quando possibile ricavarla con certezza\, ricostruendo le parti mancanti sia sulla finitura cromatica\, con un ritocco pittorico eseguito con la tecnica del puntinato sottotono\, che restituisce visivamente l’unità della forma e permette al contempo di distinguere bene le parti integrate. \n“Una scelta”  Sottolinea  Emanuela Daffra\, Soprintendente dell’Opificio “che permette di comprendere ed apprezzare in pieno  la raffinatezza  esecutiva di questo vasellame\, ma anche di leggerne la storia più recente.” \nI vasi del Museo Guarnacci rimarranno esposti al Museo dell’Opificio fino al 30 maggio 2026. La mostra è stata prorogata fino al 30 settembre 2026. \nDove e quando\nCaring for Art. Restauri in mostra – Esposizioni temporanee al Museo dell’OPD\nFarsi forma. Il restauro di cinque vasi etruschi del Museo Guarnacci di Volterra\nDal 17 marzo al 30 maggio 2026 – Prorogata fino al 30 settembre 2026 \nMuseo dell’Opificio delle Pietre Dure\nVia degli Alfani 78 – Firenze\nOrari di apertura: lunedì-sabato 8.15-14.00\nL’accesso è compreso nel costo del biglietto di ingresso al Museo (intero 6\,00 €\, ridotto 2\,00 €).
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SUMMARY:Aperture straordinarie serali del Museo dell’Opificio delle Pietre Dure. Il calendario 2026
DESCRIPTION:Da giugno a settembre il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure\, in via degli Alfani 78 a Firenze\, amplia la sua offerta culturale con una programmazione di aperture straordinarie serali del Museo di venerdì dalle ore 19:00 alle 23:00\, per tutta l’estate. \nIl Museo annesso all’Opificio delle Pietre Dure\, oggi moderno centro di ricerca e formazione specializzato nel restauro e nella conservazione\, è diretta filiazione della Manifattura artistica per la lavorazione delle pietre dure fondata dai Medici e custodisce opere di grande suggestione e raffinatezza\, testimoniando la storia della Manifattura attraverso tre secoli. \nPer l’accesso al Museo è richiesto il pagamento del biglietto di ingresso (intero 6 €\, ridotto 2 €\, gratuito per gli aventi diritto). La biglietteria chiude 30 minuti prima dell’orario di chiusura del Museo. \nDate e orari:\nAperture straordinarie serali del Museo dell’OPD con orario 19:00 – 23:00 (la biglietteria chiude alle 22:30): \nvenerdì 19\, 26 giugno\,3 luglio\,28 agosto\, 4 e 11 settembre \nIl costo del biglietto di ingresso al Museo osserverà le tariffe ordinarie (intero 6 €\, ridotto 2 €\, gratuito per gli aventi diritto. Info: https://www.beniculturali.it/agevolazioni). \nInfo e contatti:\nMuseo dell’Opificio delle Pietre Dure\nVia degli Alfani 78\, Firenze\nTel: +39 055 26511\ne-mail: opd.museo@cultura.gov.it
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SUMMARY:«...volava con le mani e con l'ingegno» Jacopo Sansovino\, i materiali poveri\, un capolavoro veneziano
DESCRIPTION:Per la rassegna Caring for Art. Restauri in mostra\, promossa dall’Opificio delle Pietre Dure per far conoscere il lavoro degli undici settori di restauro dell’Istituto fiorentino con l’esposizione di alcune opere a restauro concluso prima che siano restituite alle proprietà\, dal 30 luglio 2026 sarà esposta nel Museo dell’OPD la Madonna col Bambino e due putti\, nota come Madonna delle Muneghette\, attribuita a Jacopo Sansovino (1486-1570) e di proprietà di I.P.A.V. – Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane. \nRitrovata negli anni Settanta nell’allora Pensionato delle Muneghette\, la scultura rappresenta una rara testimonianza della sperimentazione tecnica dell’artista: realizzata con strati di tela\, gesso ed alcune parti in cartapesta eseguite separatamente a calco e poi unite per modellazione diretta\, è stata in passato letta come modello ‘in cartapesta’ di una scultura da realizzare in materiale più nobile\, mentre gli studi più recenti propendono per interpretarla come opera compiuta eseguita in una tecnica insolita\, nata dall’esperienza del Sansovino nella realizzazione di apparati effimeri\, più economica e destinata quindi a committenze dalle risorse economiche ridotte. \nGiunta al restauro in condizioni molto precarie\, con gravi problemi strutturali\, deformazioni\, mancanze che ne avevano compromesso la leggibilità\, l’opera è stata oggetto di un articolato intervento finanziato dalla Fondazione Venetian Heritage condotto dall’Opificio delle Pietre Dure\, che ha richiesto il coinvolgimento e la sinergia dei laboratori dei settori “sculture lignee policrome” e “materiali ceramici\, plastici e vitrei”\, supportati dalle indagini diagnostiche del laboratorio scientifico dell’Istituto. \nL’esposizione a restauro appena concluso permette di apprezzare gli esiti di un intervento che ha restituito al gruppo scultoreo la sua forza espressiva\, preservandone al contempo le tracce della difficile storia conservativa\, grazie ad una pulitura attenta e alla ricostruzione mediante scansione e stampa 3D di elementi mancanti. Questi\, reintegrati\, hanno consentito di recuperare la corretta inclinazione dell’opera\, ora sorretta da un innovativo sistema di sostegno interno. \n“Jacopo Tatti” sottolinea Emanuela Daffra\, Soprintendente dell’OPD “ci offre una interpretazione insieme raffinata e umanissima del tema antico della Madonna con Bambino. Certo\, nell’immaginare questa giovane donna dal viso assorto aveva in mente la Vergine realizzata da Donatello per l’altare del Santo a Padova\, ma questa\, nel trattenere il figliolo\, si piega materna a proteggerlo e a guardare i fedeli. Perciò\, per restituire questo movimento\, è stato fondamentale sostituire il supporto interno e risarcire le parti mancanti alle figure\, mentre non si sono integrate le lacune che permettono di leggere la particolare tecnica esecutiva”. \nL’opera rimarrà esposta al Museo dell’Opificio fino al 30 settembre 2026. \nDove e quando\nCaring for Art. Restauri in mostra – Esposizioni temporanee al Museo dell’OPD\n«…volava con le mani e con l’ingegno». Jacopo Sansovino\, i materiali poveri\, un capolavoro veneziano\nDal 30 luglio al 30 settembre 2026 \nMuseo dell’Opificio delle Pietre Dure\nVia degli Alfani 78 – Firenze\nOrari di apertura: lunedì-sabato 8.15-14.00\nL’accesso è compreso nel costo del biglietto di ingresso al Museo (intero 6\,00 €\, ridotto 2\,00 €) \nMateriali per la stampa:\nStudio Esseci Comunicazione\nwww.studioesseci.net \n  \n\nCiclo  OPD Caring for Art:\nUn progetto di: Emanuela Daffra\nDirezione del Museo: Sandra Rossi\, Riccardo Gennaioli\nAllestimenti: Lorenza Alcaro con Chiara Fornari e Claudia Napoli\nComunicazione: Carmela Battista con Maria Emilia Masci\, Veruska Filipperi \nRestauro della Madonna delle Muneghette di Jacopo Sansovino. Il Gruppo di lavoro\nSettori di restauro Sculture lignee policrome e Materiali ceramici\, plastici e vitrei\nProgettazione e direzione lavori per gli aspetti storico-artistici: Cecilia Frosinini\, Sandra Rossi\, Renata Pintus\, Tommaso Castaldi\, Maria Emilia Masci\nProgettazione e direzione lavori per gli aspetti tecnici: Claudia Napoli\, Chiara Fornari\nEsecuzione del restauro: Claudia Napoli\, Chiara Fornari\, Chiara Gabbriellini\, Iolanda Larenza (libera professionista)\nRealizzazione della base lignea: Luciano Ricciardi\, Andrea Santacesaria\nIndagini scientifiche: Isetta Tosini\, Carlo Lalli\, Giancarlo Lanterna\, Federica Innocenti\nDocumentazione fotografica: Giuseppe Zicarelli\, Marco Brancatelli\nRilievo e modellazione 3D: Mattia Mercante\nRealizzazione della struttura di sostegno: Ma.pe. System\nFinanziamento del restauro: Fondazione Venetian Heritage \nIstituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane\nPresidente Luigi Polesel \nSegretario Direttore Generale Andrea Zampieri \nResponsabile Servizio Valorizzazione Patrimonio Culturale Laura De Rossi \nSoprintendenza ABAP per il Comune di Venezia e Laguna\nSoprintendente: Fabrizio Magani\nFunzionario storico dell’arte: Devis Valenti\nFunzionaria restauratrice conservatrice: Valeria Saccarola
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